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Al Suor Orsola la rinascita di Bagnoli spiegata agli studenti

  28 Luglio 2026

Tutti i numeri di un progetto che può cambiare, dopo 40 anni, il volto al quartiere e all’area occidentale della città

di Alessia Assediato

“Stavolta ce la faremo perché abbiamo progetto e risorse”. Di fronte alle perplessità degli studenti universitari che sono nati con Bagnoli già ferma da anni in una colmata di cemento tra gli scheletri industriali, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e Commissario straordinario del Governo per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana del sito di interesse nazionale Bagnoli Coroglio, si presenta con ottimismo e certezze.

L’occasione è il ventennale del Testo Unico dell’Ambiente, attraverso il quale il Dipartimento di Studi giuridici ed economici dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sede da 10 anni del primo corso di laurea italiano specificamente dedicato alla green economy, ha voluto stimolare un bilancio a più voci delle trasformazioni del diritto ambientale italiano: meno teoria, più cantieri e capacità di incidere sulla realtà. Al centro del confronto, un caso simbolico: Bagnoli e l’America’s Cup 2027. L’evento che non è solo una competizione velica, ma come un vero e proprio fattore di accelerazione amministrativa e ambientale.

Nel dibattito coordinato da Elisabetta Morlino e Francesco Marone, docenti di Diritto dell’ambiente e Diritto costituzionale al Suor Orsola, a raccontare la dimensione più concreta del progetto è stata Simona Grossi, amministratore delegato di Greenthesis Group. L’impatto operativo dell’evento è evidente nei numeri: 150 giorni di lavori, organizzati su tre turni h24, per rendere disponibili circa 200mila metri quadrati destinati ad accogliere i team internazionali. Il piano prevede la rimozione di 30mila tonnellate di rifiuti, il conferimento di 480mila tonnellate di terreno, la posa di 750mila metri quadrati di teli impermeabili e la realizzazione di infrastrutture complesse, tra cui sei basamenti per gru di 50 metri. Grossi ha sottolineato come la complessità dell’intervento comporti la sovrapposizione di esigenze ambientali e tempi strettissimi, oltre al coordinamento tra commissari, amministrazioni e soggetti operativi, chiamati a lavorare in parallelo. L’obiettivo è duplice: garantire lo svolgimento dell’evento e, allo stesso tempo, imprimere una svolta concreta alla riqualificazione del sito.

In questo quadro si inserisce la posizione del sindaco Gaetano Manfredi, che individua nella combinazione tra progettazione e risorse la differenza rispetto al passato: “Per la prima volta abbiamo un progetto tecnico completo e i finanziamenti per realizzarlo”. Dopo quasi quarant’anni di stallo, l’America’s cup viene così indicata come la leva per superare una paralisi storica. Lo stesso sindaco evidenzia, però, le criticità: frammentazione delle competenze, procedure complesse e difficoltà di intervento su aree private. Da qui la necessità di una semplificazione amministrativa e di un rafforzamento delle capacità tecniche degli enti locali.

Centrale anche il tema economico: la sostenibilità ambientale, sottolinea, non può prescindere dalla sostenibilità finanziaria, pena il rischio di scaricare i costi sulle fasce più deboli e compromettere l’efficacia delle politiche. Una posizione che si confronta con quella del procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Napoli Antonio Ricci, che richiama la priorità della tutela ambientale e del diritto alla vita, anche alla luce delle vicende della Terra dei fuochi. L’evoluzione normativa, dal Testo Unico del 2006 fino all’introduzione dei delitti ambientali, ha rafforzato gli strumenti repressivi, ma restano criticità evidenti: poche condanne rispetto alla diffusione dei fenomeni e difficoltà nelle indagini. Tra le proposte, l’estensione della videosorveglianza.

Il quadro si completa con la riflessione del subcommissario di Bagnoli Dino Falconio, che propone una chiave interpretativa più ampia: “l’ambiente non solo come limite, ma come eredità da trasmettere e motore dell’iniziativa economica, alla luce del coordinamento tra gli articoli 9 e 41 della Costituzione”. La sostenibilità lascia spazio al concetto di “ereditabilità”: l’ambiente diventa una vera e propria “traditio”, un bene da consegnare alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili. Bagnoli diventa così il simbolo di una “hereditas damnosa”, che oggi impone non solo bonifica ma rigenerazione.

L’America’s Cup si configura dunque come un banco di prova. Da un lato dimostra che, con risorse e governance straordinaria, è possibile comprimere tempi e avviare interventi concreti; dall’altro mette in evidenza i limiti del sistema: complessità amministrativa, equilibrio tra tutela e sviluppo, sostenibilità economica.

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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