Miramare, il ritorno dell’eleganza sul lungomare
26 Luglio 2026
Diciotto suite affacciate sul Vesuvio, ristorazione d’autore, spa esclusiva e memoria storica: rinasce in via Nazario Sauro un indirizzo simbolo dell’ospitalità partenopea di alta gamma
Nel cuore più scenografico di Napoli, lungo via Nazario Sauro, dove il profilo del Vesuvio dialoga con il mare e con la monumentalità urbana della città, il Miramare si prepara a tornare protagonista dell’accoglienza internazionale. Non si tratta soltanto della riapertura di uno storico albergo, ma della rinascita di un luogo identitario, capace di interpretare il prestigio della metropoli attraverso una nuova idea di ospitalità: aristocratica, misurata, profondamente napoletana.
L’operazione porta la firma di Giovanni Paone, imprenditore alla guida di Miri Spa, gruppo impegnato in soluzioni avanzate per l’efficientamento energetico, che con Villa Miramare srl sta restituendo vita e funzione a un edificio di grande valore storico e simbolico. L’intervento di ristrutturazione, curato dallo studio dell’architetto Giancarlo Graziani, autore del progetto e dell’interior design insieme a Valentina Ruggiero, mira a coniugare memoria, comfort contemporaneo e raffinatezza degli ambienti, nel rispetto dell’identità originaria del palazzo.
La riapertura è prevista entro l’anno e segnerà l’ingresso del Miramare in una nuova stagione dell’hospitality napoletana. Il complesso accoglierà diciotto prestigiose suite affacciate sul Golfo, concepite per un pubblico internazionale alla ricerca di esperienze esclusive, ma anche di autenticità, discrezione e radicamento culturale. La gestione sarà affidata al CHG di Costanzo Jannotti Pecci, in sinergia con l’esperienza maturata dal Gruppo Miri con Essenza Hospitality nel fine dining e nell’accoglienza di alto profilo con La Corte degli Dei e Palazzo Acampora, in Alta Costiera Amalfitana, dove stanno nascendo cinque grandi suite all’interno dello storico edificio nel pieno rispetto dei suoi spazi e della sua memoria architettonica.
Il Miramare si collocherà nel segmento luxury con un’offerta articolata e coerente con le aspettative di una clientela evoluta. Il progetto prevede due ristoranti affidati alla cura dello chef Vincenzo Guarino, già alla guida della proposta gastronomica de La Corte degli Dei. Uno sorgerà negli spazi dello Shaker Club, luogo leggendario del nightclubbing napoletano degli anni Sessanta e Settanta, che Paone intende riportare a nuova vita come ambiente dedicato alla musica dal vivo e a ospiti di prestigio. L’altro troverà posto sul roof panoramico, in una cornice privilegiata che farà del paesaggio uno degli elementi centrali dell’esperienza gastronomica.
A completare l’offerta vi saranno una spa esclusiva e una gym riservate agli ospiti dell’albergo, insieme a un bar esterno sul lungomare, dotato di dehors in armonia con l’ambiente e pensato come naturale spazio di relazione tra hotel e città. Il rapporto con Napoli, infatti, appare uno degli assi portanti dell’intervento: il Miramare non vuole essere soltanto un luogo di soggiorno, ma un presidio di eleganza, cultura e socialità, capace di dialogare con il lungomare, con la storia dell’edificio e con l’immagine contemporanea della metropoli nel mondo.
«Punto a un’accoglienza aristocratica, a un’eleganza sussurrata», sottolinea Giovanni Paone, indicando la volontà di costruire un modello di ospitalità coerente con l’importante storia della città. È una visione che guarda al lusso non come ostentazione, ma come qualità dello spazio, cura del dettaglio, sobrietà del servizio e profondità dell’esperienza.
In questo contesto si inserisce anche la scelta di collocare nell’atrio del Miramare il presepe monumentale Valentini-Gaeta, prestigioso simbolo del secolare artigianato d’arte napoletano. Un omaggio alla memoria storica e alla creatività della città, ma anche un segno preciso: l’ospitalità di alta gamma, a Napoli, non può prescindere dal dialogo con la cultura, con la tradizione e con quella sapienza artigianale che ha reso celebre il capoluogo partenopeo nel mondo.
Il palazzo, appartenuto ai Cocozza di Montanara, custodisce del resto una stratificazione storica significativa. Fino al 1943 ospitò il Consolato americano, confermando la vocazione internazionale di un luogo che oggi torna a proporsi come indirizzo di riferimento per viaggiatori, ospiti e protagonisti del turismo d’eccellenza.
La rinascita del Miramare arriva in una fase cruciale per Napoli, città sempre più centrale nei flussi turistici globali e chiamata a consolidare la propria offerta ricettiva con strutture capaci di sostenere il confronto con le grandi capitali europee dell’ospitalità. In questo scenario, il progetto di via Nazario Sauro rappresenta un tassello importante: un investimento che recupera un edificio storico, valorizza il fronte mare, amplia la proposta luxury e rafforza l’immagine di Napoli come destinazione colta, sofisticata e competitiva.
Il nuovo Miramare si candida così a diventare non soltanto un albergo di prestigio, ma un simbolo di quella Napoli che sa rinnovarsi senza smarrire la propria anima: una città antica e contemporanea, popolare e aristocratica, aperta al mondo e profondamente fedele alla propria storia.
f.b.
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl