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NUMERO 10, AL PALAPARTENOPE LO SPETTACOLO SU MARADONA

  22 Settembre 2026

Napoli si prepara ad accogliere Numero 10 – Lo spettacolo, l’opera teatrale dedicata a Diego Armando Maradona che debutterà al Teatro Palapartenope il 3 ottobre 2026, con una seconda rappresentazione prevista il 4 ottobre. Entrambi gli appuntamenti inizieranno alle ore 21. La scelta della città non potrebbe essere più significativa: è proprio a Napoli che il campione argentino ha superato i confini del calcio, diventando un simbolo popolare, culturale e identitario.

Prodotto da Coloriamo i Sogni con il patrocinio del Comune di Napoli, lo spettacolo nasce nel segno del quarantennale del primo storico Scudetto conquistato dal Napoli nella stagione 1986-1987. Non sarà però una semplice rievocazione dei successi sportivi del Pibe de Oro. Il progetto vuole attraversare la leggenda per raggiungere la persona, raccontando il talento, le fragilità, le contraddizioni e il peso di una fama diventata presto smisurata.

La narrazione prende avvio dalla scomparsa di Maradona e torna indietro nel tempo, seguendo un percorso che parte dai quartieri popolari di Buenos Aires e arriva alla Napoli degli anni più esaltanti. Sul palco prenderanno forma la fame di riscatto, l’infanzia segnata dalle difficoltà, l’ascesa di un ragazzo destinato a cambiare la storia del calcio e l’incontro irripetibile con una città pronta a riconoscersi nella sua ribellione.

Numero 10 – Lo spettacolo non viene presentato come un musical tradizionale, ma come un’opera teatrale dal linguaggio contemporaneo e cinematografico. Prosa, musica, danza, acrobazie, immagini e proiezioni contribuiranno alla costruzione di un racconto nel quale la dimensione spettacolare dovrà convivere con quella più intima. Trenta artisti, tra attori, cantanti, ballerini e acrobati, saranno coinvolti in un allestimento caratterizzato da coreografie e scenografie di forte impatto visivo.

A interpretare Diego Armando Maradona sarà Erasmo Genzini, chiamato ad affrontare un personaggio complesso e ancora profondamente vivo nell’immaginario collettivo. L’obiettivo non sarà quello di riprodurre soltanto le movenze o l’immagine pubblica del fuoriclasse, ma di restituirne l’umanità: il ragazzo cresciuto a Villa Fiorito, il campione capace di sfidare il potere, l’idolo inseguito costantemente dalla stampa e l’uomo costretto a convivere con aspettative quasi impossibili da sostenere.

Lina Sastri vestirà invece i panni della madre di Maradona. Attraverso il canto e la recitazione, l’attrice napoletana darà voce alla parte più familiare, affettiva e vulnerabile della storia. La sua presenza crea un ponte naturale tra la grande tradizione teatrale partenopea e il racconto di un figlio che, pur diventando una figura mondiale, non ha mai reciso il legame con le proprie origini.

Nel cast figura anche Maurizio Casagrande, al quale è affidato il ruolo di Ottavio Bianchi, l’allenatore che condusse il Napoli alla conquista del primo Scudetto e della Coppa Italia. Bianchi rappresenta una figura centrale nella stagione che trasformò il sogno sportivo della città in realtà. Il rapporto con Maradona permette inoltre di osservare il campione dall’interno dello spogliatoio, nel momento in cui talento individuale, disciplina e ambizione collettiva si incontrarono per scrivere una pagina irripetibile.

Tra gli interpreti è annunciato anche Giorgio Borghetti, mentre Ivan Granatino arricchirà lo spettacolo con un cameo che avvicina la vicenda di Maradona alla scena musicale napoletana contemporanea. Le musiche originali sono composte, arrangiate e prodotte da Phil Mer, musicista che nel corso della sua carriera ha collaborato, tra gli altri, con Pino Daniele, Zucchero, Enrico Ruggeri e i Pooh.

La regia è affidata a Carolina Fanelli, che firma anche la sceneggiatura insieme a Marino Bartoletti. Le coreografie sono curate da Rimi Cerloj, ballerino, acrobata e coreografo con esperienze in produzioni come Notre Dame de Paris, Romeo e Giulietta e Jesus Christ Superstar. L’incontro tra teatro, musica e movimento punta a restituire la velocità, l’energia e le continue tensioni che hanno attraversato la vita del numero 10.

Un contributo particolarmente importante è quello di Marino Bartoletti, coinvolto come consulente storico della sceneggiatura e protagonista del monologo conclusivo. Giornalista, scrittore e amico personale di Maradona, Bartoletti porta nel progetto una conoscenza che non deriva soltanto dagli archivi o dalla cronaca sportiva, ma anche dal rapporto diretto con l’uomo. Il suo intervento finale è annunciato come uno dei momenti più intensi dell’intera rappresentazione.

Al centro della trama trova spazio anche il rapporto difficile tra Maradona e la stampa, trasformata nel principale antagonista del racconto. È lo scontro tra una figura pubblica diventata leggenda e un sistema mediatico continuamente alla ricerca delle sue cadute, delle sue debolezze e del lato oscuro nascosto dietro il campione. Lo spettacolo prova così a interrogarsi sul modo in cui un mito viene prima costruito, poi consumato e infine consegnato alla memoria collettiva.

Napoli non sarà soltanto l’ambientazione della vicenda, ma una vera protagonista. La città rappresenta il luogo nel quale Maradona trovò un popolo disposto ad amarlo senza condizioni, perché capace di riconoscere nelle sue battaglie la propria storia di orgoglio, appartenenza e riscatto. La sua maglia numero 10 è diventata una seconda bandiera, mentre le vittorie ottenute sul campo hanno assunto un significato sociale molto più ampio del risultato sportivo.

Il debutto nazionale al Teatro Palapartenope, in via Corrado Barbagallo 115, vuole dunque essere un incontro tra memoria ed emozione. Le rappresentazioni del 3 e 4 ottobre 2026 offriranno al pubblico l’occasione di rivivere una storia che continua a parlare non soltanto ai tifosi del Napoli, ma a chiunque abbia visto in Maradona la dimostrazione che il talento può nascere ai margini e arrivare al centro del mondo. Date, orari e sede sono riportati nella pagina ufficiale di vendita dei biglietti.

Numero 10 – Lo spettacolo promette così di riportare Diego nella città che lo ha trasformato in un figlio, senza nasconderne le ferite e senza limitarlo all’immagine del campione invincibile. Un racconto sulla gloria e sulla caduta, sull’amore e sulla pressione, sulla ribellione e sul riscatto. Soprattutto, un viaggio nell’uomo rimasto dietro la maglia più famosa della storia di Napoli.

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