ASL NAPOLI 1 CENTRO, LA FUCINA DEI TALENTI CON GLI ARTETECA
06 Settembre 2026
La comicità può diventare un linguaggio di inclusione, un’occasione per raccontarsi e persino uno strumento capace di mettere in discussione stereotipi ancora profondamente radicati. È da questa prospettiva che nasce il nuovo percorso promosso dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Napoli 1 Centro nell’ambito de La Fucina dei Talenti, progetto che torna a puntare sulla creatività e sulla partecipazione diretta delle persone attraverso la collaborazione con gli Arteteca, il popolare duo comico napoletano formato da Enzo Iuppariello e Monica Lima.
L’iniziativa amplia le attività portate avanti dalla Fucina e propone un programma nel quale scrittura comica, reinterpretazione delle favole, cabaret e produzione di contenuti destinati ai social media diventano strumenti per favorire l’espressione individuale e il rapporto con la comunità. Il progetto è promosso dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Napoli 1 Centro, diretto da Luisa Russo, mentre La Fucina dei Talenti è coordinata da Vincenzo Liguori.
Non si tratta, dunque, di un semplice laboratorio ricreativo. L’obiettivo è costruire uno spazio nel quale esperienze personali, emozioni, capacità artistiche e relazioni possano trovare una forma condivisa, consentendo ai partecipanti di sperimentare modalità nuove per raccontare se stessi e ciò che li circonda.
Il coinvolgimento degli Arteteca rappresenta uno degli elementi più significativi del progetto. L’esperienza maturata dal duo nel mondo del cabaret, della televisione e dello spettacolo viene messa al servizio di un percorso nel quale l’ironia diventa un mezzo per osservare la realtà da angolazioni differenti. La comicità, in questo contesto, non serve a minimizzare le difficoltà legate alla salute mentale, ma può aiutare a creare una distanza creativa dagli stereotipi, facilitare il dialogo e offrire a ciascuno un proprio linguaggio espressivo.
Uno dei punti centrali delle attività sarà proprio la scrittura comica. Il lavoro partirà dalle favole più conosciute, che verranno analizzate, smontate e reinterpretate attraverso l’ironia. Personaggi e situazioni appartenenti all’immaginario collettivo potranno così trasformarsi in strumenti per affrontare temi quali emozioni, diversità, relazioni, pregiudizio e stigma.
La scelta delle favole non è casuale. Si tratta infatti di racconti apparentemente semplici ma capaci di contenere archetipi, paure, conflitti e modelli sociali facilmente riconoscibili. Cambiarne il punto di vista, modificarne i personaggi o riscriverne il finale attraverso la comicità significa anche provare a cambiare la prospettiva con cui vengono osservati comportamenti e fragilità.
Accanto alla scrittura avrà un ruolo importante il cabaret. I partecipanti potranno lavorare alla realizzazione di testi, personaggi, scene e performance, sperimentando la presenza sul palco, l’uso della voce, i tempi comici e l’interpretazione. La quotidianità potrà diventare materiale narrativo: un episodio personale, un piccolo disagio, una riflessione o una situazione apparentemente banale potranno essere trasformati in un racconto capace di creare empatia e condivisione.
In questo percorso il palco assume un significato particolare. Non è soltanto il luogo della performance, ma anche uno spazio nel quale essere ascoltati e riconosciuti per ciò che si sa creare. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della filosofia de La Fucina dei Talenti: spostare l’attenzione dalla condizione di fragilità alle capacità, agli interessi, alle idee e al patrimonio personale di ogni individuo.
Il progetto guarda inoltre ai linguaggi della comunicazione contemporanea. Una parte dei laboratori sarà dedicata alla realizzazione di reel, brevi video, rubriche e altri contenuti social. I partecipanti saranno coinvolti direttamente nell’ideazione e nella produzione, trasformandosi quindi da semplici destinatari di un servizio in autori e protagonisti della comunicazione.
L’utilizzo dei social media può avere, in questo senso, una doppia funzione. Da un lato permette di raccontare ciò che avviene all’interno dei laboratori, dall’altro offre la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio con messaggi dedicati alla salute mentale, all’inclusione e alla lotta contro il pregiudizio. La visibilità diventa quindi parte stessa del percorso: mostrare capacità, creatività e relazioni significa anche contribuire a modificare la rappresentazione pubblica delle persone che vivono esperienze di disagio psicologico.
Le attività non saranno necessariamente confinate agli incontri di laboratorio. Il progetto contempla infatti la possibilità di organizzare serate di cabaret nelle quali presentare al pubblico testi, personaggi e performance sviluppati durante il percorso. A queste iniziative potrebbero partecipare anche artisti e professionisti dello spettacolo, favorendo il confronto diretto tra utenti dei servizi, operatori, familiari, cittadini e mondo della cultura.
Tra le prospettive indicate c’è anche quella di arrivare a un vero festival di cabaret promosso da La Fucina dei Talenti, trasformando la comicità in un’occasione pubblica di sensibilizzazione. Sarebbe un modo per portare la salute mentale fuori dagli spazi tradizionalmente associati alla cura e inserirla nel tessuto culturale della città, creando occasioni nelle quali intrattenimento, partecipazione e consapevolezza possano convivere.
Particolarmente significativo è anche il luogo nel quale il progetto prende forma. La Fucina dei Talenti ha sede negli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianchi, in Calata Capodichino 232 a Napoli. Una sede dal forte valore simbolico: un luogo storicamente legato alla separazione e all’istituzionalizzazione della sofferenza psichica viene progressivamente reinterpretato attraverso attività culturali, artistiche e sociali aperte al territorio.
È un passaggio che racconta anche l’evoluzione della cultura della salute mentale. L’ex ospedale non viene più visto soltanto attraverso la memoria della sua funzione originaria, ma può trasformarsi in uno spazio di incontro nel quale cittadini, servizi sanitari e associazioni costruiscono nuove forme di partecipazione.
Gli Arteteca non sono nuovi a questa esperienza. Il duo era già stato coinvolto nel maggio 2026 come testimonial di un progetto creativo e inclusivo promosso dal Dipartimento di Salute Mentale, segnando l’avvio di una collaborazione orientata a utilizzare l’arte e la comicità come strumenti capaci di avvicinare le persone e abbattere le barriere.
Il nuovo percorso è rivolto agli utenti del Dipartimento di Salute Mentale, ma anche ai familiari, agli operatori e ai cittadini. Una scelta che rafforza il carattere comunitario del progetto e prova a superare l’idea di una netta separazione tra chi riceve assistenza sanitaria e il resto della società.
Proprio la contaminazione tra esperienze diverse può diventare una delle maggiori ricchezze de La Fucina dei Talenti. L’inclusione, infatti, non può essere ridotta alla semplice presenza delle persone in uno stesso spazio, ma richiede la possibilità di partecipare, produrre contenuti, essere ascoltati e contribuire alla vita della comunità.
Scrittura, cabaret, favole e social media diventano quindi tasselli differenti di un medesimo progetto culturale e sociale. Al centro resta la possibilità di restituire alle persone una narrazione che non sia definita esclusivamente dal disagio o dal percorso di cura.
In una città come Napoli, nella quale teatro, ironia e racconto popolare rappresentano da sempre una componente fondamentale dell’identità collettiva, la collaborazione con gli Arteteca acquista un significato ancora più immediato. Ridere insieme può diventare un modo per conoscersi, riconoscersi e creare una relazione laddove spesso prevalgono distanza e pregiudizio.
L’esperienza de La Fucina dei Talenti prova così a dimostrare che il contrasto allo stigma sulla salute mentale passa anche attraverso luoghi capaci di mettere in circolo creatività, capacità individuali e partecipazione. E quando l’arte riesce a trasformare le persone da oggetto di uno sguardo esterno a protagonisti della propria narrazione, anche una risata può assumere un valore sociale molto più profondo.
Per informazioni sulle attività de La Fucina dei Talenti sono disponibili l’indirizzo e-mail fucinadeitalenti@aslnapoli1centro.it e il numero 081 254 6151.
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