Napoli prima della Coppa: in un libro le storie segrete dell’America’s Cup
26 Ottobre 2026
Ventisei protagonisti, quattro decenni di sfide e un legame con la vela che parte da lontano: Carlo Zazzera, racconta uomini, imprese e retroscena dell’appuntamento mondiale del 2027
Nel 2027 gli occhi del mondo della vela saranno puntati sul Golfo di Napoli. La 38ª America’s Cup trasformerà la città in una delle capitali internazionali dello sport, consegnandole uno scenario difficilmente replicabile: le imbarcazioni più avanzate del pianeta in regata davanti a uno dei waterfront più celebri al mondo.
Ma l’incontro tra Napoli e la Coppa non comincia nel 2027.
È una storia lunga oltre quarant’anni, attraversata da velisti, progettisti, tecnici, armatori e uomini di mare. Una storia fatta di partenze memorabili, campagne italiane diventate leggendarie, vittorie internazionali e personaggi che hanno lasciato il proprio segno nella competizione velica più antica e prestigiosa del mondo.
A ricostruirla per la prima volta in un unico racconto è Carlo Zazzera con Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup, volume di 224 pagine pubblicato da LeVarie Edizioni, con prefazione di Antonio Vettese.
Il viaggio comincia nel 1983: l’Italia si affaccia per la prima volta all’America’s Cup con Azzurra, e proprio Napoli diventa teatro di una partenza carica di entusiasmo e aspettative. È l’inizio di un rapporto destinato a diventare sempre più profondo. Negli anni successivi i napoletani entrano negli equipaggi, nelle squadre tecniche e nelle grandi campagne italiane.
Nel 1992 Il Moro di Venezia conquista a San Diego la Louis Vuitton Cup, il prestigioso trofeo riservato agli sfidanti dell’America’s Cup. A bordo e nel team ci sono ben otto napoletani.
Otto anni dopo arriva un’altra pagina destinata alla storia. Ad Auckland, nel 2000, Luna Rossa conquista la Louis Vuitton Cup e Francesco de Angelis diventa il primo timoniere non anglosassone ad alzare il trofeo.
Tra i protagonisti di entrambe quelle imprese c’è Lars Borgström, unico velista napoletano presente nei due grandi successi italiani. Borgström detiene inoltre il primato di partecipazioni all’America’s Cup per un napoletano — quattro, alla pari con Francesco de Angelis e Pierluigi de Felice — e quello dei diversi team nei quali ha militato, tre, condiviso con Carlo Castellano.
La storia passa anche dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia, challenger ufficiale con Mascalzone Latino nel 2003 e nel 2007. Nell’edizione del 2003 il team arriva a contare addirittura undici napoletani.
Fino all’ultimo capitolo, quello che deve ancora essere scritto: la sfida del CRV Italia con Luna Rossa nell’America’s Cup che porterà la grande vela internazionale direttamente nel Golfo.
Dal 1983 a oggi sono ventisei gli uomini e le donne di Napoli entrati a far parte dei team impegnati nell’America’s Cup.
È questo patrimonio umano, prima ancora che sportivo, il cuore del libro di Zazzera.
Le pagine non si limitano infatti a ricostruire risultati e partecipazioni.
Riportano alla luce caratteri, amicizie, rivalità, intuizioni e momenti decisivi. Raccontano ciò che accade dietro le quinte delle grandi campagne veliche, recuperando aneddoti, curiosità ed episodi rimasti spesso lontani dalle cronache ufficiali.
Emergono così le radici profonde di una città che nell’America’s Cup non arriva da semplice spettatrice.
Napoli c’era già. C’era quando la vela italiana cominciava a sognare la Coppa. C’era nelle squadre che hanno aperto una strada internazionale. C’era nelle vittorie del Moro di Venezia e di Luna Rossa. C’era attraverso i suoi velisti, i suoi tecnici, i suoi circoli e una cultura del mare capace di produrre talenti per generazioni.
Ed è proprio questa prospettiva a rendere Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup qualcosa di diverso da un semplice libro celebrativo in vista del 2027.
È una sorta di prologo storico alla Coppa che verrà.
Il volume di Zazzera è destinato agli appassionati che vogliono ripercorrere una storia che conoscono e approfondirne i retroscena, ma anche a chi dell’America’s Cup sa poco o nulla e nei prossimi mesi comincerà inevitabilmente a sentirne parlare sempre di più.
Il progetto editoriale dialoga inoltre con il Carbon Fiber Design Contest, iniziativa ideata dall’ingegnere Domenico Brigante per valorizzare la scuola napoletana dei materiali compositi e organizzata da Olympus e Tepco.
Giunto alla sesta edizione e già collegato all’America’s Cup durante le World Series disputate a Napoli nel 2013, il contest crea un ponte tra università, industria e professioni tecniche, coinvolgendo realtà come Unione Industriali Napoli, ACEN e AITeM e arrivando fino al sesto DRAF International Symposium on Dynamic Response and Failure of Composite Materials di Ischia.
Un legame tutt’altro che marginale. L’America’s Cup contemporanea è infatti anche uno straordinario laboratorio di innovazione, nel quale materiali compositi, progettazione e tecnologia possono decidere una regata quanto il talento degli uomini a bordo.
Il libro porta con sé anche una finalità sociale: i proventi netti della vendita saranno devoluti all’ASD Black Dolphin, per sostenere corsi di vela destinati a ragazzi in difficoltà di Napoli e provincia.
Un modo per trasformare il racconto dei campioni di ieri in un’opportunità per i possibili protagonisti di domani.
Perché dietro l’America’s Cup ci sono barche futuristiche, budget milionari e tecnologia da Formula 1 del mare. Ma prima di tutto ci sono persone che, quasi sempre, hanno cominciato da una vela, da un circolo, da un molo e dalla curiosità per ciò che esiste oltre la linea dell’orizzonte.
È lì che comincia anche la storia raccontata da Carlo Zazzera.
Una storia che parte da Napoli oltre quarant’anni fa e che, nel 2027, tornerà finalmente a casa.
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl