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PIANETA MARE FILM FESTIVAL 2026: IL CINEMA IN BARCA A VELA

  07 Ottobre 2026

Il Pianeta Mare Film Festival 2026 porta a Napoli un cinema capace di raccontare il mare attraverso le persone che lo abitano, lo studiano e immaginano come proteggerlo. In corso dal 5 al 10 ottobre, la quinta edizione intreccia proiezioni gratuite, formazione cinematografica e divulgazione scientifica, costruendo un percorso che collega università, teatri e luoghi della città. Il programma riunisce 60 film provenienti da 28 Paesi, con otto anteprime mondiali e 25 italiane: numeri che danno la misura di una manifestazione sempre più aperta al confronto internazionale sui temi dell’ambiente, della biodiversità e dei cambiamenti climatici.

A rendere particolarmente riconoscibile questa edizione è il Pianeta Mare Film Lab, che trasforma le barche di Scugnizzi a vela in una residenza per giovani autori. Nella darsena Acton del Porto di Napoli, dodici studenti universitari e filmmaker selezionati da diverse città italiane ed europee condividono un’esperienza di lavoro e formazione a stretto contatto con il mare. Tra le imbarcazioni che li accolgono c’è Elizabeth, coinvolta nelle attività legate alle pre-regate dell’America’s Cup nel Golfo. La vela diventa così il punto d’incontro tra esperienze sportive, educative e artistiche, offrendo ai partecipanti un osservatorio particolare sul territorio.

Il laboratorio è guidato dal regista e sceneggiatore Valerio Ferrara, vincitore del premio La Cinef al Festival di Cannes, e punta alla realizzazione di sei cortometraggi girati con lo smartphone. La scelta di uno strumento accessibile invita i giovani autori a concentrarsi sulla costruzione delle storie, sull’osservazione e sulla capacità di trovare immagini significative nella realtà quotidiana. Il percorso comprende scrittura, riprese e montaggio, con l’affiancamento di professionisti del cinema e il contributo di docenti e ricercatori. Raccontare il mare significa anche imparare a comprenderne gli equilibri e tradurre le conoscenze scientifiche in narrazioni vicine al pubblico.

La formula a budget zero e con un impatto ambientale contenuto lega il metodo di produzione ai temi affrontati. L’esperienza diretta orienta il lavoro: osservare un luogo, ascoltare chi lo conosce e confrontarsi con altri sguardi diventano passaggi fondamentali prima di accendere la videocamera. Dal 2022, il progetto ha coinvolto oltre 200 giovani under 30, attraversando città come Genova, Venezia, Roma e Lecce, fino alla tenuta presidenziale di Castelporziano. Nel 2026 è arrivata anche la prima tappa internazionale a Brest, in Francia, nell’ambito del Brest Surf Film Festival, in collaborazione con Sciences Po Rennes.

Il valore sociale della residenza emerge soprattutto dalla collaborazione con Scugnizzi a vela, progetto fondato da Stefano Lanfranco. La sua attività comprende percorsi di recupero sociale e professionale per ragazzi a rischio, anche attraverso la formazione nella lavorazione del legno e nella costruzione di barche a vela. L’incontro con i filmmaker aggiunge un ulteriore linguaggio a questa esperienza: quello delle immagini, con cui rendere visibili competenze, possibilità e storie del territorio. Il mare diventa un ambiente nel quale imparare a lavorare insieme e riconoscere il valore del proprio contributo.

Il percorso inaugurale del Film Lab ha come sede Villa Ferretti a Bacoli, bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, che ospita attività di formazione e ricerca della Federico II. La scelta del luogo collega la tutela del patrimonio marino alla possibilità di costruire nuove opportunità attraverso la cultura. Nel programma formativo figurano lo scienziato Ferdinando Boero, Maria Luisa Iavarone, docente di pedagogia sperimentale alla Parthenope, e Stefano Lanfranco. Dal 6 al 9 ottobre le attività proseguono nel Media Center dell’ateneo, con la curatela di Max Mizzau Perczel e la collaborazione del montatore Stefano Mattacchione.

La restituzione pubblica dei sei cortometraggi è prevista sabato 10 ottobre alle 20, durante la premiazione alla Sala Assoli Moscato, presso la Casa del Contemporaneo. Una seconda proiezione è annunciata alle 22.30 alla Santissima Innovation Hub, nell’ambito dell’appuntamento conclusivo con musica curato dal Club Tasso. Il passaggio dal laboratorio allo schermo permette al pubblico di incontrare opere nate in pochi giorni, alimentate dal confronto fra giovani autori, luoghi e conoscenze.

Accanto alla formazione, il Pianeta Mare Film Festival 2026 a Napoli propone un’offerta cinematografica articolata. L’appuntamento inaugurale del 5 ottobre a Palazzo Grenoble, sede dell’Institut français Napoli, ha in programma l’anteprima italiana di The Musician and the Whale, diretto da Valentin Paoli, che esplora l’incontro tra il musicista Rone e il mondo delle balene. Cinema e musica si avvicinano qui alla vita marina attraverso l’ascolto, suggerendo un modo di guardare alla natura fondato sulla curiosità e sull’attenzione.

Tra le opere segnalate dagli organizzatori figurano The Lake di Abbey Ellis, prodotto da Leonardo DiCaprio, Time and Water di Sara Dosa, I Only Rest in the Storm di Pedro Pinho e The Last Resort di Maria Sødahl. Il festival affianca alle sezioni per lungometraggi e cortometraggi Panorama Oltremare, dedicata alla finzione in cui il mare assume un ruolo narrativo, e Focus Campania, riservata a corti legati all’ambiente e al territorio regionale. Le Cinematinée coinvolgono invece scuole e università, portando le questioni ambientali dentro un’esperienza collettiva di visione e confronto.

Le proiezioni a ingresso libero rendono questo percorso accessibile a un pubblico ampio. Per scegliere gli appuntamenti e verificare le modalità di prenotazione è disponibile il programma ufficiale, con il collegamento a Eventbrite. Il filo che unisce le diverse attività resta il rapporto fra conoscenza e partecipazione: dai film internazionali ai cortometraggi realizzati in barca, il festival invita a interrogarsi su come viviamo il mare e su quali storie possano aiutarci a prendercene cura.

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Pianeta Mare Film Festival

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