CAMPANIA LIBRI FESTIVAL, OLTRE 40MILA PRESENZE
06 Ottobre 2026
Il Campania Libri Festival 2026 chiude la quinta edizione con oltre 40mila presenze e una partecipazione che restituisce il valore dell’incontro diretto tra lettori, autori ed editori. Dal 1° al 4 ottobre, Palazzo Reale di Napoli ha accolto quattro giornate dedicate alla lettura, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in uno spazio di confronto e scoperta. Nel bilancio conclusivo, l’attenzione si concentra soprattutto sui giovani, protagonisti di un appuntamento capace di suscitare curiosità e interesse intorno ai libri.
La manifestazione, finanziata dalla Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, è diretta da Ruggero Cappuccio, con la curatela editoriale di Massimo Adinolfi. Il progetto ha affiancato alla dimensione fieristica una proposta culturale articolata, nella quale la presentazione delle novità editoriali si è intrecciata con il teatro, la riflessione filosofica, le arti e il dibattito sul presente.
A dare un’identità riconoscibile all’edizione è stato Jesce sole, l’antico canto propiziatorio della tradizione napoletana scelto come filo conduttore. Un richiamo alla speranza e alla memoria culturale del territorio, legato all’omaggio a Roberto De Simone e ai cinquant’anni di La gatta Cenerentola. Il riferimento al maestro ha accompagnato un festival aperto al dialogo fra linguaggi differenti, nel quale la parola scritta ha incontrato musica e spettacolo.
Il percorso della manifestazione si è sviluppato tra i cortili e le sale di Palazzo Reale, coinvolgendo anche la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Il programma ufficiale comprendeva oltre 200 incontri e 13 percorsi tematici: dalla poesia al cinema, dalla storia alla filosofia, passando per noir, traduzione, geopolitica, teatro e spiritualità. Una pluralità di argomenti che ha offerto ai visitatori diverse possibilità di ingresso nel mondo della lettura, seguendo interessi, domande e sensibilità personali.
L’apertura internazionale è stata un altro elemento della proposta. Il programma annunciato comprendeva autori come Santiago Gamboa, Edurne Portela, José Ovejero, Aixa de la Cruz, Judith Hermann e Lidija Dimkovska, attraverso collaborazioni con istituti di cultura e realtà universitarie. Accostare esperienze letterarie provenienti da Paesi diversi ha dato alla rassegna una prospettiva più ampia, mettendo in relazione l’identità culturale campana con altre voci e altri modi di raccontare il mondo.
Anche il programma italiano ha attraversato generazioni e discipline. Tra i protagonisti annunciati figuravano Erri De Luca, Diego De Silva, Franco Arminio, Maria Grazia Calandrone, Giancarlo De Cataldo e Antonella Cilento. Il calendario comprendeva inoltre un dialogo tra Mario Martone e Onofrio Cutaia, una lezione di Stefano Mancuso sul rapporto fra uomo e natura e un intervento di Massimo Cacciari nel ricordo del filosofo Vincenzo Vitiello.
La memoria letteraria ha trovato spazio negli appuntamenti dedicati a Umberto Eco, Dario Fo, Franca Rame e Simone de Beauvoir, insieme alle ricorrenze editoriali e agli incontri professionali. Il festival ha così proposto occasioni per rileggere opere e percorsi culturali attraverso domande attuali, affiancando agli autori contemporanei figure che continuano a influenzare il dibattito e l’immaginario collettivo.
Particolare attenzione è stata riservata ai lettori più piccoli e agli adolescenti, con i percorsi Kids e Young Adult. La sezione Romance Book Party ha invece dato spazio alla narrativa sentimentale e alla sua comunità di appassionati. Questa varietà suggerisce una scelta precisa: costruire un festival nel quale pubblici diversi possano riconoscere i propri interessi e, attraverso questi, avvicinarsi a nuove letture.
Nel commentare la chiusura, l’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia ha indicato proprio nei giovani con i libri in mano un segnale di speranza, sottolineando il ruolo della manifestazione nella promozione dell’editoria e nella creazione di occasioni di confronto. Le oltre 40mila presenze del Campania Libri Festival 2026 consegnano dunque un risultato significativo a Napoli: quattro giorni nei quali il libro ha richiamato pubblico, alimentato conversazioni e favorito incontri tra generazioni.
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(foto di Salvatore Pastore fornita dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)