Napoli, il canestro che guarda l’Europa
03 Ottobre 2026
Da Palazzo San Giacomo la presentazione della stagione più ambiziosa: Napoli Basketball torna in EuroCup dopo vent’anni, debutta in Serie A a Roma e lancia il progetto femminile in A2
Non è soltanto una nuova stagione. È una dichiarazione d’intenti: riportare Napoli sulla mappa continentale della pallacanestro, costruire una filiera femminile e giovanile, e legare il futuro del club a quello degli impianti e della città.
A settembre, quando il conto alla rovescia entra nella sua fase decisiva, Napoli Basketball si presenta al via con un orizzonte più largo del parquet. La Serie A comincerà sabato 26 settembre sul campo della Maxima Roma; quattro giorni più tardi, mercoledì 30, il PalaBarbuto riaprirà le porte all’Europa contro il Cosea JL Bourg-en- Bresse. Due appuntamenti ravvicinati che danno forma concreta alle ambizioni annunciate il 3 agosto nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.
Quella conferenza stampa ha segnato il passaggio simbolico dall’attesa alla costruzione. Al tavolo, accanto al sindaco Gaetano Manfredi e all’assessora allo Sport e Pari Opportunità Emanuela Ferrante, c’erano il presidente Matt Rizzetta, il general manager James Laughlin, il direttore sportivo Francesco Cavaliere, il coach Jasmin Repeša e Sara Bocchetti, direttrice generale del nuovo Napoli Women Basketball. Il messaggio comune: la crescita sportiva deve diventare crescita cittadina.
Vent’anni dopo, l’Europa torna a Fuorigrotta
Il richiamo più potente è quello dell’EuroCup. Per Napoli significa ritrovare una dimensione internazionale che mancava da vent’anni e misurare il progetto con avversarie, viaggi e ritmi diversi. Per la città, Capitale Europea dello Sport 2026, è un altro tassello di una stagione in cui lo sport prova a diventare infrastruttura culturale, economica e sociale, con lo sguardo già rivolto ai grandi eventi dei prossimi anni, a cominciare dall’America’s Cup 2027.
«Avere una squadra di basket che disputa le Coppe Europee è un grande risultato per Napoli. Come Amministrazione accompagneremo questo processo», ha dichiarato il Sindaco Gaetano Manfredi, che ha legato il ritorno nelle coppe alla solidità dell’intero disegno: una squadra competitiva, il dialogo con il Comune e gli investimenti privati negli impianti. Nel suo intervento ha indicato come passaggi centrali sia il progetto per il PalaArgento sia quello al Centro Direzionale, inserendoli in una prospettiva che supera la durata di un campionato.
Rizzetta ha usato parole prudenti sui risultati, ma nette sul metodo: «Non voglio fare proclami. Posso solo dire che lavoreremo 24 ore su 24 con impegno per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi». E ha aggiunto l’immagine che vorrebbe consegnare alla tifoseria: «Vogliamo una squadra che possa sudare la maglia». Il presidente ha rilanciato anche il tema dell’impiantistica, indicando nell’area del vecchio Mario Argento il fulcro di un progetto più ampio e chiedendo unità attorno al club: «Il mio unico appello è quello di rimanere tutti uniti per creare una famiglia».
Una squadra costruita per reggere due fronti
Serie A ed EuroCup impongono profondità, esperienza e identità. Laughlin ha chiarito la direzione del reclutamento: «La nostra destinazione non deve essere l’Italia ma anche l’Europa. Vogliamo atleti con esperienza importante, anche di Eurolega, per compiere passi in avanti verso i nostri obiettivi». Cavaliere, napoletano, ha riportato l’ambizione sul terreno dell’appartenenza: «Vogliamo trasmettere alla squadra i valori che Napoli vuole. Cercheremo di rendere orgogliosa la città con i risultati che otterremo».
A Jasmin Repeša spetta trasformare l’architettura societaria in pallacanestro. Il lavoro di preparazione, con il ritiro in Slovenia, è stato pensato per accelerare la costruzione del sistema e della chimica di gruppo. «Vogliamo essere pronti per l’inizio del campionato e dell’EuroCup», ha scandito il tecnico. Il calendario rende quell’urgenza quasi visibile: Roma il 26 settembre, poi l’esordio europeo in casa il 30. Non un semplice avvio, ma un test immediato sulla capacità di cambiare registro senza perdere intensità.
Napoli Women: il futuro comincia dall’A2 La novità più profonda, però, non riguarda soltanto la prima squadra maschile. Con Napoli Women Basketball in Serie A2, il club apre un secondo cantiere:
una struttura moderna, sostenibile e radicata nel territorio, capace di offrire alle ragazze un percorso riconoscibile dalla scuola al vivaio fino alla competizione nazionale.
«La parola chiave di questo progetto sarà costruire», ha spiegato Sara Bocchetti. «Vogliamo essere una società moderna e sostenibile, andando oltre il risultato della domenica. L’ambizione è arrivare ai massimi livelli nel tempo». La direttrice generale ha messo al centro il settore giovanile già dalla prima stagione e il lavoro con le scuole: «Vogliamo formare, oltre che giocatrici, anche persone. Il futuro del Napoli Basket Women nasce oggi».
Ferrante ha letto la nascita della squadra femminile come un risultato sportivo e insieme civico: «Finalmente Napoli avrà anche una squadra di basket femminile. Abbiamo lavorato affinché questo traguardo diventasse realtà». L’assessora ha collegato il nuovo progetto al ritorno dell’EuroCup e agli interventi previsti al PalaBarbuto, con l’obiettivo di rendere l’impianto più accogliente per il pubblico napoletano e per quello in arrivo dall’Europa.
Memoria, infrastrutture, appartenenza La presentazione si è chiusa con un’immagine capace di tenere insieme generazioni diverse: la consegna della medaglia del Comune a Stefania Maimone e Laura Gambardella, le due atlete napoletane protagoniste dell’oro Over 45 ai FIBA Masters Open 2026, disputati in Grecia dal 4 al 12 luglio. Un riconoscimento che ha dato alla giornata una profondità ulteriore: celebrare chi ha già portato Napoli sul gradino più alto mentre si apre una strada nuova per le ragazze che verranno.
È qui che il progetto azzurro cerca la propria cifra. L’Europa offre prestigio e visibilità; la Serie A pretende continuità; il settore femminile e quello giovanile chiedono pazienza e competenza; gli impianti impongono una visione di lungo periodo. Tenere insieme questi livelli sarà la sfida vera.
A settembre, però, le intenzioni cominciano a misurarsi con il rumore del pallone e con il cronometro. Prima Roma, poi Bourg-en-Bresse al PalaBarbuto: in quattro giorni Napoli ritroverà il campionato e l’Europa. La stagione più ambiziosa degli ultimi decenni può finalmente uscire dalle parole. E diventare gioco.
(foto da Ufficio stampa comune di Napoli)
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl