Oltre il traguardo: la disciplina che costruisce campioni e persone
30 Settembre 2026
Alessandro Fattore racconta la visione educativa del triathlon e il futuro dei giovani al Circolo Canottieri Napoli
di Simona Buonaura
«I risultati significativi non nascono mai dall'improvvisazione, ma da una combinazione di visione strategica, metodo e costanza. […] La disciplina, per me, significa essere coerenti con gli obiettivi che ci si è dati, anche quando il percorso appare difficile.»
A pronunciare queste parole è Alessandro Fattore, Consigliere delegato al Triathlon del Circolo Canottieri Napoli – sezione da lui fondata nel 2000 – e insignito della Stella d’Argento al Merito Sportivo CONI. Esperto di finanza aziendale e valutazione degli investimenti, Fattore unisce la precisione del manager alla determinazione dell'atleta. Per lui, lo sport – e in particolare una disciplina di resistenza come il triathlon – non è solo prestazione agonistica, ma una vera e propria palestra di vita, un modello educativo fondato sull'adattamento, la gestione del tempo e la formazione dei giovani come cittadini consapevoli.
«Nel mio lavoro, dalla finanza alla gestione di progetti complessi, ho imparato che ogni traguardo richiede pianificazione e attento monitoraggio delle risorse – ha poi aggiunto Fattore-. È un approccio che applico quotidianamente anche fuori dall'ufficio: essere coerenti con le proprie mete, soprattutto nei momenti di difficoltà, è il principio cardine per qualsiasi percorso di crescita.
Il Circolo Canottieri Napoli rappresenta una fucina storica di valori e talenti. Dal suo punto di vista, che ruolo gioca una realtà così radicata nel trasmettere ai giovani una cultura dello sport sana ed educativa?
Il Circolo Canottieri Napoli è molto più di una società sportiva: è una comunità educativa. Ho sempre considerato il Circolo un ambiente capace di trasmettere valori come rispetto, sacrificio, senso di appartenenza e responsabilità. Quando nel 2000 avviammo il progetto della sezione Triathlon, l'obiettivo non era soltanto quello di ottenere risultati agonistici, ma soprattutto di offrire ai giovani un percorso di crescita umana. Lo sport deve formare persone prima ancora che atleti. In questo senso, una realtà storica come la Canottieri ha una funzione sociale ed educativa di straordinaria importanza.
Oggi i ragazzi guardano a campioni moderni costantemente esposti sui social e sottoposti a ritmi frenetici. Quali ritiene siano le qualità di questi atleti d'élite che i giovani dovrebbero realmente prendere come modello per la propria crescita?
Credo che i giovani debbano guardare oltre l'immagine pubblica e concentrarsi sugli aspetti meno visibili del successo. Le qualità che meritano davvero di essere imitate sono la dedizione quotidiana, la capacità di affrontare le difficoltà, la resilienza davanti alle sconfitte e la volontà di migliorarsi continuamente. I grandi campioni non diventano tali per talento soltanto, ma perché sono disposti a lavorare con impegno e umiltà per anni. È questa mentalità che può aiutare un ragazzo a crescere non solo nello sport, ma anche nello studio, nel lavoro e nella vita.
Il triathlon è una disciplina di resistenza pura che mette insieme tre sport molto diversi tra loro come il nuoto, il ciclismo e la corsa. Come ci si allena alla gestione delle energie e alla concentrazione quando si passa da un elemento all'altro, e cosa può insegnare questa capacità di adattamento a un giovane?
Il triathlon insegna a gestire il cambiamento in modo naturale e continuo. Passare dal nuoto alla bicicletta e poi alla corsa richiede preparazione fisica, ma soprattutto equilibrio mentale. Bisogna imparare a distribuire le energie, a mantenere la concentrazione e ad adattarsi rapidamente a situazioni diverse. Questa disciplina insegna che ogni fase della gara ha caratteristiche specifiche e che non si può affrontarle tutte allo stesso modo. È una lezione molto utile anche nella vita: i giovani imparano che ogni situazione richiede flessibilità, capacità di adattamento e lucidità nelle decisioni. Sono competenze che poi ritroveranno nello studio, nel lavoro e nelle relazioni personali.
La Stella d’Argento CONI riconosce una carriera di grandi successi organizzativi. Se dovesse guardare al futuro del triathlon giovanile a Napoli, qual è la prossima scommessa o il "progetto nel cassetto" che le sta più a cuore realizzare per le nuove generazioni?
Il progetto che mi sta più a cuore è la creazione di una grande scuola giovanile, quella che mi piace definire una vera e propria "Università giallorossa del Triathlon". Vorrei costruire un percorso in cui sport, formazione e crescita personale procedano insieme. Il mio obiettivo non è soltanto formare futuri campioni, ma aiutare i ragazzi a diventare cittadini consapevoli e persone equilibrate. Naturalmente il sogno olimpico deve restare una prospettiva concreta per i più talentuosi, ma il successo più grande sarebbe vedere tanti giovani crescere attraverso i valori dello sport e portarseli dietro per tutta la vita.
Molti ragazzi abbandonano lo sport nell'adolescenza perché temono di non riuscire a conciliarlo con lo studio o i primi passi nel lavoro. Da professionista e sportivo, qual è la strategia concreta che consiglierebbe loro per gestire il tempo senza rinunciare alle proprie passioni?
La mia esperienza personale dimostra che studio e sport non sono alternativi, ma complementari. Mio padre ci ha educati sin da piccoli a considerare entrambe queste dimensioni come due strade parallele da percorrere con entusiasmo e impegno. Il consiglio che do ai giovani è di imparare a programmare il proprio tempo, fissando priorità chiare e obiettivi realistici. Anche un allenamento ben organizzato di un'ora può essere molto efficace. Lo sport aiuta a sviluppare capacità organizzative, concentrazione e determinazione che si riflettono positivamente anche nello studio e nel lavoro. Rinunciare alle proprie passioni raramente è la soluzione migliore; spesso è proprio grazie a esse che troviamo l'energia e la motivazione per affrontare le sfide quotidiane.
(foto di Pierpaolo Capano Circolo Nautico Posillipo)
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl