Sergio Colella: lo sport cambia la vita
04 Settembre 2026
Dalle palestre scolastiche al mare, una visione fondata su inclusione, legalità e nuove opportunità per i giovani, soprattutto nei territori più fragili
di Simona Buonaura
Lo sport non è soltanto competizione, ma un formidabile strumento di inclusione sociale e crescita personale per le nuove generazioni. Sergio Colella, Consigliere delegato a Sport, Giovani ed Eventi della Città Metropolitana di Napoli, analizza in questa intervista il ruolo delle istituzioni nella promozione della pratica sportiva sul territorio partenopeo. Tra l'utilizzo sociale delle palestre scolastiche, la valorizzazione del Golfo come risorsa naturale per le discipline acquatiche e i grandi appuntamenti internazionali di Napoli Capitale Europea dello Sport, Colella traccia le linee guida per rendere lo sport un diritto realmente accessibile a tutti, a partire dai contesti più fragili.
Lei ha spesso affermato di essere prima di tutto un uomo di sport. Qual è il valore aggiunto che un trascorso nell'agonismo e nella pratica sportiva apporta quando si riveste un ruolo istituzionale?
L'esperienza maturata sul campo e tutti i valori che derivano dallo sport rappresentano un bagaglio fondamentale per l'intera esistenza, in particolare per i giovani. Lo sport insegna che nella vita nessuno regala nulla e che ogni traguardo va conquistato con il sacrificio. Si tratta, prima di tutto, di una straordinaria scuola di vita.
Considerando che l'attività sportiva richiede rigore e impegno costante, in che modo le istituzioni e le società sportive possono collaborare per creare un sistema sempre più accessibile per i ragazzi?
La Città Metropolitana di Napoli, per la quale ricopro la delega allo Sport e ai Giovani, dispone di un regolamento specifico che norma la concessione delle palestre scolastiche, in particolare quelle dei licei. Attraverso bandi pubblici, consentiamo alle società del territorio di prendere in gestione queste strutture. In cambio, l'affidamento prevede l'obbligo per i gestori di garantire l'accesso gratuito e l'apertura dei corsi ai giovani che provengono da contesti familiari con fragilità economiche o sociali.
A questo proposito, si inseriscono anche progetti di grande successo sul territorio, come l'iniziativa "Licei in vasca".
Esatto. Si tratta di una bellissima iniziativa giunta alla sua terza edizione, ideata da Sergio D'Abundo, consigliere della FIN Campania e dirigente dell'Ischia Pallanuoto. Il progetto ha registrato una straordinaria partecipazione degli istituti scolastici, che si sono sfidati in un vero e proprio torneo di pallanuoto. È un'iniziativa che ho sostenuto con entusiasmo, partecipando sia alla conferenza stampa di presentazione sia alla cerimonia di premiazione.
Lei ha definito il Golfo di Napoli come uno "Stadio del vento" naturale. In che modo è possibile valorizzare ulteriormente questo patrimonio, aprendolo a tutte le discipline legate al mare?
Come amministrazione metropolitana abbiamo strutturato una programmazione che offre ampio spazio a tutte le discipline acquatiche. Penso al windfoil, alla pallanuoto a mare e all'aquathlon, specialità derivata dal triathlon che prevede una frazione di corsa e una di nuoto in acque libere, di cui abbiamo ospitato il campionato italiano proprio di recente. Napoli è una città aperta a ogni disciplina marina: dalle storiche gare di canottaggio alla classica Capri-Napoli, che si conclude sul lungomare all'altezza del Molosiglio, presso la sede del Circolo Canottieri Napoli.
Napoli è Capitale Europea dello Sport: come sta rispondendo la cittadinanza a questo intenso fermento di eventi, non solo legati alle discipline acquatiche?
La risposta della cittadinanza è straordinaria; i napoletani dimostrano da sempre una grandissima passione per lo sport. Il programma è fitto e tra i prossimi appuntamenti di rilievo internazionale ospiteremo, il 10 settembre, l'evento di apertura dei Campionati Europei di Pallavolo maschile, che si terrà nella splendida cornice monumentale di Piazza del Plebiscito. Sarà un momento di grandissimo prestigio per tutta la nostra comunità.
La sua esperienza con "SOS Amici" testimonia una profonda conoscenza delle reti di mutuo soccorso a Napoli: come si integra questa visione della solidarietà sociale con le deleghe istituzionali che ricopre, e in che modo lo sport può diventare il principale presidio di legalità nelle aree più complesse della città?
L’esperienza con "SOS Amici" rappresenta per me non solo un bagaglio di ricordi, ma una vera e propria bussola amministrativa. Nascendo dal basso, quella rete mi ha insegnato una verità fondamentale: la solidarietà non è beneficenza calata dall'alto, ma condivisione e ascolto attivo. Quando si passa dalle reti di mutuo soccorso alle responsabilità istituzionali, la sfida è proprio questa: tradurre l'empatia e la rapidità del volontariato in politiche pubbliche strutturate. Le deleghe che ricopro non sono compartimenti stagni, ma strumenti per dare risposte sistemiche a bisogni che ho visto e toccato con mano sulla strada.
In che modo, allora, lo sport può diventare un presidio di legalità e inclusione nelle aree più complesse della città?
In questo contesto, lo sport non è un semplice passatempo, ma un potentissimo presidio di legalità e inclusione, specialmente nelle nostre aree più complesse. Inclusione contro la marginalità: Un campo di calcio, una palestra popolare o una pista d'atletica sono spesso l'unica alternativa reale e accessibile alla strada per molti giovani. Lo sport insegna il rispetto delle regole, dell'avversario e del proprio corpo, offrendo un senso di appartenenza sano. Laddove le istituzioni faticano ad arrivare quotidianamente con i propri uffici, una realtà sportiva aperta e attiva sul territorio diventa una luce accesa, una sentinella di legalità che sottrae spazio alla microcriminalità e al degrado.
Come possono le istituzioni semplificare le procedure e sostenere concretamente le associazioni sportive impegnate nel sociale?
Da un lato abbiamo la straordinaria energia delle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), che fanno miracoli con pochissime risorse; dall'altro, una macchina burocratica spesso lenta, frenata da scadenze, incertezze sulle concessioni e carenza di spazi idonei. In qualità di Consigliere delegato Sport e giovani, credo che la Città Metropolitana di Napoli non debba limitarsi a essere un ente "burocratico", ma debba farsi facilitatore e partner strategico di chi opera sul campo. Dobbiamo superare la logica del "muro di gomma" burocratico. Vogliamo promuovere tavoli di co-programmazione e coprogettazione con le associazioni del territorio, per anticipare le scadenze delle concessioni ed evitare che le attività debbano interrompersi per cavilli amministrativi.
Come si può intervenire, invece, sulla carenza di spazi e sull’accesso alle risorse?
La mancanza di spazi idonei si combatte mappando e mettendo a sistema i beni comuni e le strutture scolastiche metropolitane. Le palestre delle scuole superiori, ad esempio, devono essere sempre più accessibili alle associazioni locali nelle ore pomeridiane e serali, trasformandosi in veri e propri centri civici di quartiere. Dobbiamo iniziare a considerare i progetti sportivi sul territorio non come eventi isolati, ma come veri e propri "servizi sociali" di prevenzione. Solo così potremo supportare le ASD anche facilitando l'accesso a bandi europei, nazionali e regionali, offrendo loro un supporto tecnico e amministrativo per la candidatura e la gestione dei fondi. Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che chi si impegna ogni giorno per togliere i ragazzi dalla strada non debba consumare le proprie energie a combattere contro le scartoffie, ma trovi nelle istituzioni un alleato pronto a correre al suo fianco.
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl