Fiorella Zabatta: Nessuno sport è di Serie B
02 Settembre 2026
L’assessore regionale rilancia inclusione, impianti di quartiere e grandi eventi per rendere la pratica sportiva un diritto accessibile a tutti
di Simona Buonaura
Dai voucher per i minori al riscatto dei campetti di quartiere, fino allo storico ritorno del Giro della Campania. Lo sport regionale punta tutto su inclusione, territorio e contrasto al disagio giovanile. In questa intervista, l'Assessora Fiorella Zabatta fa il punto sulle nuove misure e traccia gli obiettivi del suo mandato:
abbattere gli stereotipi e rendere la pratica sportiva un diritto alla portata di tutti.
In questi giorni è partita l'erogazione dei voucher sportivi destinati ai minori. Possiamo considerare questa misura, fortemente apprezzata dalla cittadinanza, come uno dei principali risultati della sua direzione?
È una misura ereditata dalla precedente amministrazione che abbiamo ritenuto estremamente valida. Per questo motivo abbiamo deciso di riproporla anche quest'anno, mantenendo invariati i finanziamenti e le modalità operative.
Proprio questa settimana si è aperta la piattaforma per l'inserimento delle domande. Si tratta di un intervento capillare e molto atteso dalle famiglie, caratterizzato da una forte impronta inclusiva: non si rivolge soltanto ai nuclei a basso reddito, ma garantisce un accesso universale anche ai giovani diversamente abili, realizzando un'integrazione a 360 gradi.
In questo contesto, lo sport può essere considerato uno strumento fondamentale per contrastare l'isolamento sociale e l'emarginazione giovanile?
Sicuramente. Lo sport ha una duplice funzione: da un lato c'è l'aspetto agonistico, dove la Campania vanta eccellenze di livello nazionale e internazionale; dall'altro c'è uno straordinario valore sociale. Non a caso i voucher sono finanziati tramite il Fondo Sociale Europeo, proprio perché lo sport agisce come un vero e proprio ammortizzatore sociale. Praticare una disciplina allontana i ragazzi dalle situazioni di rischio, incanala le loro energie in modo positivo e contrasta la sedentarietà e l'isolamento legati all'abuso di smartphone e tablet, spesso all'origine di disagi contemporanei come l'apatia o la difficoltà a socializzare. Lo sport insegna il valore del sacrificio e della meritocrazia: comprendere che i risultati si ottengono solo attraverso l'impegno e la costanza è una lezione di vita fondamentale, a prescindere dal fatto che si diventi o meno dei campioni. Infine, non va dimenticato l'impatto sulla salute: l'attività fisica promuove stili alimentari corretti e rappresenta un presidio essenziale per contrastare l'alto tasso di obesità infantile che purtroppo penalizza il nostro territorio.
Se l'impatto sociale è positivo, la nota dolente rimane spesso lo stato delle infrastrutture. Come si sta muovendo l'assessorato per garantire spazi adeguati e diffusi, sia per i grandi impianti sia per le palestre scolastiche di quartiere?
La maggior parte delle strutture appartiene ai Comuni. Su questo fronte abbiamo pubblicato un bando, già aggiudicato, con una relativa graduatoria per consentire alle amministrazioni locali di riqualificare palazzetti e campi sportivi. Come patrimonio regionale gestiamo direttamente poche grandi strutture, tra cui lo stadio Collana a Napoli. Per quanto riguarda invece la rete dei piccoli campetti di quartiere, la scorsa settimana ho emanato un bando che attinge a residui di bilancio per finanziare il recupero di spazi laici o parrocchiali, prevedendo contributi specifici per l'adeguamento delle strutture alle esigenze degli atleti diversamente abili.»
Negli ultimi anni stiamo assistendo alla crescita delle discipline urbane, come lo skateboard o il parkour. C'è l'intenzione di investire nella creazione di aree attrezzate per questi nuovi sport?
La programmazione dipende dalle proposte del territorio: la Regione è pronta a cofinanziare i Comuni che presenteranno progetti specifici legati a queste discipline all'interno dei bandi per l'impiantistica sportiva.
Passando al legame tra sport e giovani, ritiene che persistano ancora stereotipi di genere legati alla pratica di determinate discipline?
Purtroppo sì, il mondo dello sport risente ancora di retaggi culturali superati. Espressioni sessiste o denigratorie sono purtroppo frequenti anche tra i più piccoli. C'è molta strada da fare, soprattutto sul piano culturale, per scardinare l'idea che esistano sport prettamente maschili o femminili, come il calcio o la danza. Figure come Roberto Bolle o le grandi étoile internazionali dimostrano che il talento non ha genere: lo sport deve essere accessibile a tutti, senza distinzioni.
In qualità di esponente di Europa Verde, lei rappresenta una forte sensibilità ambientale. È possibile coniugare l'attività sportiva all'aperto con l'educazione al rispetto della biodiversità?
Il legame tra sport e ambiente è naturale. Chi pratica discipline all'aria aperta sviluppa spontaneamente una profonda sensibilità verso la natura. Penso alla vela, al canottaggio o alla pesca sportiva: chi vive il mare impara a rispettarlo e a tutelarlo. Lo stesso vale per il ciclismo, un mezzo straordinario per valorizzare il paesaggio. A questo proposito, stiamo lavorando per ripristinare il Giro della Campania, una competizione storica che manca sul nostro territorio da circa vent'anni.
Il ritorno del Giro della Campania è un progetto ambizioso. Come si strutturerà l'evento?
Sarà una gara ciclistica a tappe che toccherà tutte e cinque le province della regione, con una partenza prevista dalla Reggia di Caserta e un arrivo che riporterà il grande ciclismo nel cuore di Napoli. I dettagli organizzativi sono già in fase avanzata.
Quali sono, più in generale, i principali obiettivi del suo mandato?
La priorità assoluta è rendere lo sport un diritto accessibile a chiunque desideri praticarlo. L'istituzione di un assessorato dedicato dimostra la centralità che questa amministrazione riconosce al settore. Oltre al potenziamento della pratica di base, puntiamo ad attrarre grandi eventi agonistici sul territorio. Le grandi manifestazioni generano un effetto emulazione formidabile sui giovani: lo stiamo vedendo in questo periodo con il tennis grazie ai successi di Sinner. Portare grandi campioni in Campania è il modo migliore per spingere i ragazzi a scendere in campo.
C'è una disciplina in particolare che vorrebbe valorizzare o rilanciare in Campania?
Sicuramente il ciclismo, per la sua straordinaria dimensione popolare e democratica. È uno sport che non richiede il pagamento di un biglietto, ma che porta lo spettacolo direttamente sotto le case delle persone, attraversando le strade e le piazze della nostra quotidianità. Oggi, purtroppo, i bambini delle nostre città hanno sempre meno spazi sicuri per imparare ad andare in bicicletta. In questo senso, un ottimo esempio è il lavoro svolto al Velodromo Albricci a Napoli, dove si organizzano corsi di avviamento per i più piccoli. Il nostro obiettivo è valorizzare tutte le discipline, senza distinzioni tra sport di prima o di seconda categoria: ogni attività ha pari dignità e utilità sociale.
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl