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Storie di sport, volti e valori

  23 Agosto 2026

Il presidente dei giornalisti sportivi italiani interviene sul ruolo dell’informazione, sulla forza degli atleti e sulle emozioni che rendono lo sport un patrimonio universale

di Gianfranco Coppola *

Raccontiamo tutto questo per lavoro, un lavoro che è innanzitutto piacere. Negli ultimi anni è diventato un compito sempre più difficile, prima a causa della pandemia e poi, nel periodo post-Covid, per l’angoscioso moltiplicarsi dei diritti commerciali: uno spacchettamento che ha fatto smarrire il tratto più evidente del rapporto tra protagonisti e narratori, ossia la fidelizzazione.

Le immagini più belle del 2020 sono legate ai Giochi Olimpici di Tokyo, in entrambe le manifestazioni, olimpica e paralimpica: sorrisi e narrazioni di vite nel punto più alto che si possa raggiungere, quando si trova il punto di contatto tra sacrificio e ambizione. Protagonisti e giornalisti insieme, uniti dalla voglia di raccontare le proprie vite e le verità nascoste.

Un’aria di festa negata, poi, nei giorni ancora più drammatici del cartellino rosso mostrato allo sport, senza distinzioni, a causa del conflitto tra Russia e Ucraina. Un destino due volte ingrato per i partecipanti alle Olimpiadi invernali paralimpiche, protagonisti che hanno spesso dovuto ripensare la propria vita dopo incidenti devastanti e trovare nello sport uno scrigno di valori che tanti presunti “normali” non sanno far risplendere né custodire.

«Giù le mani della politica dallo sport»: il grido si levò a Mosca ’80, con i Giochi boicottati, come ricorderete. E si è levato molte altre volte. Ancora prima, a Monaco 1972, il sangue versato dai terroristi palestinesi infestò l’Olimpiade.

In Russia, tra coloro che hanno protestato fin da subito contro la decisione di Putin, c’è stato uno sterminato numero di campioni di ogni disciplina. La “Special Military Operation” ha sbriciolato anche la tregua olimpica, che lo sport aveva promosso anni prima come strumento di riflessione e come mezzo per bloccare la scelta di ricorrere alla forza militare nella risoluzione delle situazioni geopolitiche.

Di fronte alle emergenze, il ruolo di noi giornalisti sportivi non si discosta da quello dei commentatori politici, economici o dello spettacolo, soprattutto quando si tratta di canalizzare il flusso del dissenso.

Nel 2026 l’Unione Stampa Sportiva Italiana celebra gli ottant’anni dalla sua fondazione e il suo ruolo, pur nel vorticoso mutare dei tempi, rimane fondamentale per il racconto dello sport.

Atleti, società meritevoli, dirigenti, appassionati, storie ed episodi trovano nel giornalista sportivo il “testimone” degli eventi, ci si augura sempre in maniera diretta e non attraverso un transponder.

Promuoviamo una serie di eventi basati principalmente sulla riflessione relativa al ruolo che ciascun protagonista ricopre nel cammino e nella costruzione di un mondo per la cui unicità non esistono parole sufficienti.

Il primo si è svolto a Viareggio il 15 e 16 gennaio: il Summit Sport Festival, con panel dedicati a varie discipline e la partecipazione di esperti, campioni, tecnici e dirigenti. L’inclusione è stata intesa come trattamento privo di barriere mentali tra atleti normodotati e paralimpici, tra atleti appartenenti a categorie, etnie, idee e tradizioni diverse, tutti insieme per raccontare la vita attraverso gare, impianti e Paesi.

Una tre giorni impreziosita dalla cerimonia delle fiaccole olimpiche, donate all’USSI dal presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ora presidente della Federcalcio.

Poi il bis, con un forum sul calcio giovanile tra illusioni, speranze e b u s i n e s s, organizzato in coincidenza con il t o r n e o i n t e r n a z i o n a l e giovanile più antico e famoso al mondo, sempre a Viareggio.

Il 27 marzo, a Roma, presso il CONI, si è tenuta la presentazione del libro sul pugilato pubblicato dopo la scomparsa di Gianni Minà, ma più che mai affascinante, con la prefazione di Isabella Rossellini: Facce piene di pugni.

Quindi, il 20 aprile, a Firenze, presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, la casa del calcio italiano, si è svolto Inside the Sport, giunto alla sua sesta edizione e ancora una volta animato da grandi protagonisti.

A maggio siamo stati a Paestum e ad Agropoli per Eroi dello sport, anche in questo caso con grandi personaggi.

Dal 5 al 7 giugno, al Tanka Village di Villasimius, si è tenuto Il Racconto Mundial, dedicato alle voci dei Campionati mondiali, con una replica del format il 16 giugno a Salina, presso il Museo del calcio.

A fine giugno, invece, è stata o r g a n i z z a t a un’iniziativa a New York, in coincidenza con i Mondiali di calcio: l’evento La pizza dei campioni, durante il quale maestri pizzaioli italiani hanno dedicato le proprie creazioni a grandi personaggi ancora in attività e a celebri ex atleti, ormai diventati leggende.

Andremo avanti con gli Economy Sport Awards a Capri e, per tutto l’anno, con incontri tra i campioni e gli studenti nelle scuole, perché soltanto comunicando, e non esclusivamente attraverso i social, è possibile tradurre e trasmettere emozioni e valori grazie allo sport.

(*) presidente dell'Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI), Comitato Esecutivo di Aips Europe

Foto dall'archivio dell'autore

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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