Cento anni di mare, sport e passione: la leggenda del Posillipo
11 Luglio 2026
Il Circolo Nautico racconta un secolo di identità napoletana, cultura marinara e successi sportivi internazionali
Affacciato sul golfo più celebre del Mediterraneo, sospeso tra il blu del mare e la storia di Napoli, il Circolo Nautico Posillipo rappresenta molto più di una semplice istituzione sportiva. È un luogo dell’anima, un simbolo identitario della città, un laboratorio di talento che da un secolo intreccia vela, cultura e vita sociale in una delle cornici più suggestive d’Italia.
Le radici del sodalizio affondano negli anni Venti, quando la nuova sede del “Giovinezza” – il nome originario del club – viene ospitata dalla famiglia Martinelli in via Posillipo, all’altezza di piazza San Luigi. Qui, all’interno di uno storico chalet in legno, prende forma il primo cuore pulsante del circolo. Un edificio dal destino singolare:
appena un anno dopo la fondazione, lo chalet fu addirittura trasportato via mare fino all’attuale collocazione sull’arenile accanto a Villa Chierchia, in un’epoca in cui il mare era già molto più di uno sfondo paesaggistico: era il motore della vita del club.
Nello stesso periodo, la crescente attività nautica rese necessario un ulteriore spazio operativo. All’interno del porto di Napoli venne così ricavato un piccolo hangar destinato a ospitare le imbarcazioni e a fungere da base per gli allenamenti. Una scelta strategica fondamentale: le acque calme del bacino portuale offrirono infatti condizioni ideali per la preparazione degli equipaggi del “Giovinezza”, che iniziarono rapidamente a conquistare i primi successi sportivi, gettando le fondamenta della tradizione velica rossoverde. Il 1926 segna una svolta decisiva. Per la cifra simbolica di una lira, il Comune concede al circolo il fitto del villino “Mon Plasir”. Tra quest’ultimo e lo chalet in legno nasce persino un campo da tennis, segno evidente di un sodalizio ormai proiettato verso una dimensione sociale e culturale più ampia. Con l’apertura del salone delle feste, il “Giovinezza” diventa presto uno dei luoghi più esclusivi della mondanità napoletana, frequentato da personalità illustri e protagonista della vita elegante della città.
Ma la storia del Posillipo, come quella dell’Italia, attraversa anche momenti drammatici. Nel 1943, con la caduta del fascismo, il “Giovinezza” viene considerato vicino al regime e finisce nel mirino di episodi vandalici e tensioni politiche. È un periodo difficile, che rischia di cancellare quanto costruito nei decenni precedenti.
La rinascita arriva grazie all’intervento di un ufficiale serbo, abituale frequentatore del campo da tennis del circolo, che offre al sodalizio l’opportunità di ripartire. Il prezzo della sopravvivenza è però alto: cambiare nome e identità. Nasce così lo Yacht Club Canottieri Posillipo, mentre parte della vecchia compagine sociale viene esclusa perché non in linea con il nuovo clima politico del dopoguerra.
Anche i colori sociali cambiano radicalmente. Al posto delle tinte originarie compaiono il rosso della passione e il verde della speranza, attraversati dalla croce di Sant’Andrea ispirata alla tradizione nautica britannica. Un simbolo destinato a diventare iconico nello sport italiano.
Gli anni Sessanta rappresentano un’altra epoca di svolta. Sotto la presidenza di Gaetano Cerbone, grazie a una lungimirante rete di relazioni istituzionali e politiche, il Circolo ottiene le licenze edilizie e i contributi necessari per ampliare la sede e il porticciolo in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. È il momento in cui il Posillipo assume definitivamente il volto che conosciamo oggi.
La città torna ad abbracciare il suo circolo. Giulio Andreotti posa la prima pietra della nuova struttura, mentre il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugura la sede rinnovata. Posillipo ritrova così il proprio ruolo centrale nella vita culturale e mondana italiana, ospitando personaggi del calibro di Giovanni Leone, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Renato Rascel, Totò, Carlo Campanini e Walter Chiari.
Dal 1967 in poi si apre l’ultima grande stagione storica del club: quella contemporanea. Presidenti, dirigenti, tecnici e atleti hanno continuato a tramandare una tradizione fondata sullo sport, sulla cultura del mare e sull’appartenenza. Il Posillipo ha progressivamente superato l’idea elitaria del club privato, aprendosi alla città e trasformandosi in una vera fucina di campioni.
I numeri raccontano una grandezza rara nello sport italiano: 103 medaglie d’oro, 90 d’argento e 119 di bronzo tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei; 65 partecipazioni olimpiche; 458 titoli italiani e 38 scudetti. Negli anni Ottanta e Novanta il Posillipo è stato stabilmente tra i club più rappresentati al mondo ai Giochi Olimpici.
Il vessillo rossoverde ha brillato in numerose discipline – dalla vela al canottaggio, dalla canoa alla scherma, fino al nuoto, al tennis e al triathlon – regalando all’Italia campioni straordinari come l’olimpionico Sandro Cuomo. Ma il simbolo assoluto del mito posillipino resta la pallanuoto.
Undici scudetti, tre Champions League e due Coppe delle Coppe hanno reso la squadra rossoverde una leggenda europea. Dalla prima apparizione nella massima serie nel 1967 fino alla presenza ininterrotta in Serie A dal 1980, il Posillipo ha scritto pagine indelebili grazie a campioni come i fratelli Porzio, Carlo Silipo e Francesco Postiglione.
E poi c’è il ricordo di Paolo De Crescenzo, allenatore elegante e carismatico, guida di una generazione irripetibile, scomparso troppo presto e oggi omaggiato nell’intitolazione della piscina del club.
Eppure, al di là dei trofei e delle medaglie, il vero patrimonio del Posillipo resta il suo rapporto con il mare. Un legame profondo, autentico, nato tra le onde di via Posillipo e cresciuto insieme alla città. Un secolo dopo quel piccolo chalet trasportato via mare, il Circolo continua a guardare l’orizzonte con lo stesso spirito delle origini: passione, appartenenza e voglia di navigare sempre oltre.
m.r.
foto di Pierpaolo Capano Circolo Nautico Posillipo
Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl