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Circolo Canottieri Napoli: il mare come destino

  07 Luglio 2026

Al Molosiglio, la prestigiosa istituzione nautica racconta oltre un secolo di sport, mare e identità cittadina

di Manuela Ragucci

Affacciato sullo scenario senza tempo del Golfo di Napoli, tra il Castel Nuovo e il lungomare, il Circolo Canottieri Napoli rappresenta molto più di una società sportiva: è una delle istituzioni nautiche più prestigiose d’Europa, simbolo di una cultura marinara che da oltre un secolo intreccia agonismo, eleganza e identità cittadina.

Fondato il 1° luglio 1914 nella suggestiva cornice dei giardini del Molosiglio, il Circolo nasce con il canottaggio nel proprio DNA. Ma nel corso della sua lunga storia diventa rapidamente una vera fucina di campioni, ampliando la propria tradizione sportiva alla vela, al nuoto, alla pallanuoto, alla motonautica e al triathlon, fino a trasformarsi in un autentico punto di riferimento dello sport italiano.

Ci sono luoghi in cui il mare è semplicemente un panorama, e altri in cui diventa parte integrante della vita quotidiana. Il Circolo Canottieri Napoli appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua posizione privilegiata, sospesa tra la città e l’acqua, ha contribuito a costruire nel tempo un’identità profondamente legata alla navigazione, alla competizione e alla cultura del mare.

Non è un caso che già negli anni Trenta il Circolo fosse considerato una delle eccellenze nautiche italiane. Nel 1960 il quotidiano sportivo francese L’Équipe definì il CCN “ il più grande ed il più forte complesso nautico d’Europa ”, consacrandone il prestigio internazionale.

A questo percorso si aggiunge un altro riconoscimento istituzionale di grande rilievo: nel 1974 il Circolo ha ricevuto la Stella d’Oro del CONI al Merito Sportivo, massimo riconoscimento sportivo nazionale per una società, a conferma di una storia già segnata dall’eccellenza.

Tra le discipline che più hanno contribuito al prestigio del Circolo, la vela occupa un posto speciale. I colori biancoblù del CCN hanno attraversato decenni di competizioni nazionali e internazionali, formando velisti capaci di lasciare il segno nella storia della nautica italiana.

Figura simbolo è senza dubbio Carlo Rolandi, autentica leggenda della vela azzurra. Olimpionico in ben cinque edizioni dei Giochi — dal 1948 al 1968 — Rolandi ha scritto una pagina irripetibile dello sport italiano, arricchendo poi il proprio percorso con altre partecipazioni olimpiche da giudice arbitro e dirigente. Un record che testimonia non solo il talento sportivo, ma anche il profondo legame tra il Circolo e il mondo della vela internazionale.

Accanto a lui emergono nomi come Roberto Ciappa, Guido Postiglione e Alfonso Marino, protagonisti di titoli italiani ed europei nelle classi olimpiche Star, Dinghy e Lightning.

Negli anni più recenti, il Circolo ha continuato a distinguersi anche nelle classi non olimpiche e nell’altura, conquistando titoli mondiali grazie a equipaggi come Scugnizza di Enzo De Blasio e alle imprese di Giuseppe Di Palo e Vincenzo Sorrentino.

Ridurre il Circolo Canottieri Napoli alla sola vela sarebbe però limitativo. La sua storia è costellata di successi straordinari in numerose discipline acquatiche.

Nel canottaggio il nome più celebre è quello di Davide Tizzano, due volte medaglia d’oro olimpica, purtroppo recentemente e prematuramente scomparso ma che resterà nella storia e nei cuori di tutti come sportivo, per il suo carisma, ma ancor di più per aver lasciato una splendida eredità di essere umano nel suo passaggio terreno.

Il Circolo ha prodotto decine di campioni italiani e olimpionici, consolidando una tradizione iniziata già nel 1914.

La vocazione agonistica era emersa fin dagli esordi: la prima gara ufficiale, la Coppa Lysistrata del 3 maggio 1915, fu subito una vittoria, quasi un presagio della lunga stagione di successi che avrebbe accompagnato i colori del Circolo.

La pallanuoto ha regalato al CCN alcuni dei momenti più gloriosi della sua storia, con otto scudetti e soprattutto la memorabile vittoria della Coppa dei Campioni del 1977, traguardo che consacrò Napoli nell’élite europea della disciplina.

La tradizione della pallanuoto ha conosciuto anche una recente rinascita: sotto la presidenza di Giancarlo Bracale la squadra giallorossa è tornata nel 2025 in Serie A1, restituendo entusiasmo e centralità a una disciplina storicamente decisiva per l’identità del CCN.

«È stato per me una grande emozione riportare la squadra di pallanuoto in Serie A1», ricorda Bracale, evocando la festa con la t-shirt blu again e il tradizionale tuffo in piscina di mister Enzo Massa, spinto dal capitano Borrelli e dai compagni: un gesto vissuto non soltanto come vittoria sportiva, ma come segno tangibile di rinascita identitaria.

Anche il nuoto ha portato in dote successi straordinari grazie a campioni come Massimiliano Rosolino, uno degli atleti italiani più amati di sempre, capace di conquistare medaglie olimpiche, mondiali ed europee sotto i colori del Circolo.

Accanto all’attività agonistica, il Circolo ha rafforzato negli ultimi anni anche una dimensione civile e sociale. Ne è esempio l’iniziativa “Voghiamo contro la violenza!”, con il varo di cinque nuove imbarcazioni da competizione: tre dedicate a giovani vittime — Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano e Santo Romano — e due ai valori fondativi del Circolo, Passione e Tradizione.

Entrare oggi al Circolo Canottieri Napoli significa respirare un’atmosfera unica, dove storia e contemporaneità convivono armoniosamente. Le terrazze sul mare, le barche ormeggiate, i trofei custoditi nelle sale sociali e il continuo dialogo con il Golfo restituiscono il fascino di una Napoli elegante, sportiva e internazionale.

La sede sociale resta uno dei luoghi simbolo della nautica italiana: un punto d’incontro per sportivi, velisti, professionisti e appassionati di mare che qui trovano ancora oggi un ambiente capace di unire tradizione e innovazione.

A oltre centodieci anni dalla fondazione, il Circolo Canottieri Napoli continua a rappresentare un’eccellenza dello sport italiano. Non soltanto per il numero impressionante di titoli conquistati, ma soprattutto per la capacità di tramandare valori autentici: disciplina, appartenenza, cultura del mare e passione per lo sport.

Questa apertura alla città ha trovato un ulteriore suggello nel 2026, con la consegna al Circolo Canottieri Napoli, da parte del sindaco Gaetano Manfredi, della Bandiera di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026: un gesto simbolico che riconosce al CCN un ruolo centrale nel programma di eventi destinato ad accompagnare la città per 365 giorni di sport.

«Ho improntato la mia presidenza alla valorizzazione della storia del Circolo, delle sue grandi peculiarità e ho voluto fortemente che il Circolo dialogasse con la città», spiega Bracale. «Il suo è un ruolo non solo sportivo, dove ogni giorno, in tutte le discipline, otteniamo grandi soddisfazioni e innumerevoli vittorie e alleviamo talenti, ma anche un ruolo di pungolo culturale nel dibattito cittadino sui temi di attualità. È un impegno importante, che assolvo con grande passione e tenacia».

In un tempo in cui molte istituzioni sportive faticano a mantenere viva la propria identità, il Circolo Canottieri Napoli continua invece a custodire il proprio patrimonio storico con orgoglio, proiettandolo verso il futuro.

Perché al Molosiglio il mare non è mai stato soltanto uno sfondo. È sempre stato un destino.

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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