Sport

home > Sport> Dalla Francia a Napoli: La Roche-Posay Racing Team e la nuova sfida di K-Challenge

Dalla Francia a Napoli: La Roche-Posay Racing Team e la nuova sfida di K-Challenge

  25 Giugno 2026

Nato di K-Challenge, il team francese cambia passo con il nuovo title sponsor e si presenta verso Napoli 2027 come una piattaforma sportiva, tecnica e industriale costruita per portare la vela francese al centro della competizione

Nel percorso che conduce alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup Napoli 2027, la sfida francese cambia nome, struttura e ambizione. Dopo l’ingresso ufficiale nella competizione con il nome di K-Challenge, nel marzo 2026, presso la base di Lorient, è stato annunciato il nuovo title sponsor che ha ridefinito l’identità del team. La squadra che rappresenta la Société Nautique de Saint-Tropez correrà come La Roche-Posay Racing Team, in virtù dell’accordo con uno dei marchi di dermocosmesi più riconosciuti a livello internazionale. Non si tratta soltanto di un cambio di denominazione, ma di un passaggio strategico: la campagna francese si presenta a Napoli con una fisionomia più solida, una maggiore capacità di attrarre competenze e partner, e l’obiettivo di trasformare una lunga tradizione velica nazionale in competitività concreta nell’ America’s Cup.

La storia di K-Challenge nella Coppa è già iscritta in una traiettoria importante. Dopo le partecipazioni alla 32ª America’s Cup di Valencia nel 2007 e alla 37ª edizione di Barcellona nel 2024, il progetto guidato da Stéphan Kandler e Bruno Dubois affronta il ciclo di Napoli 2027 con una consapevolezza diversa. La Francia ha sempre avuto un rapporto profondo con la vela d’altura, con la sperimentazione tecnica, con la cultura del foiling e con le grandi scuole di navigazione. Eppure l’ Auld Mug resta una frontiera ancora da conquistare. È dentro questa tensione, tra patrimonio sportivo e desiderio di consacrazione, che si colloca la nuova campagna francese: non più semplice presenza qualificata, ma progetto organico costruito per incidere sugli equilibri della competizione.

Il nuovo La Roche-Posay Racing Team nasce da un’idea precisa di performance. Al sostegno finanziario del title sponsor si accompagna la costruzione di una squadra di alto profilo, capace di riunire esperienza, talento olimpico, specialisti del foiling e competenze provenienti da circuiti internazionali ad alta prestazione. Lo skipper sarà Quentin Delapierre, già alla guida del team durante la 37ª America’s Cup di Barcellona, affiancato nel gruppo dei timonieri da Diego Botín, campione olimpico del 49er, e da Enzo Balanger, campione del mondo in carica nella classe internazionale Moth. È una scelta che racconta bene la filosofia del progetto: combinare la precisione tattica delle classi olimpiche con la sensibilità estrema richiesta dalle imbarcazioni foil, dove ogni decisione si misura in frazioni di secondo e ogni errore può trasformarsi in perdita immediata di velocità.

La composizione del team conferma questa volontà di integrazione. Nel gruppo dei controllori di volo e dei trimmer tornano Jason Saunders, Timothé Lapauw e Bruno Mourniac, ai quali si aggiunge Florian Trittel, oro olimpico insieme a Botín. L’arrivo di Leigh McMillan, già a bordo dell’imbarcazione britannica vincitrice della Louis Vuitton Cup 2024, rafforza ulteriormente il reparto dei trimmer, portando esperienza diretta di competizione ai massimi livelli. Accanto a loro, Amélie Grassi, specialista dell’offshore e vincitrice di The Ocean Race Europe 2025, rappresenta una delle figure più significative di questa nuova fase, anche per il ruolo che il team intende attribuire ai percorsi femminili e allo sviluppo dei talenti provenienti dall’esperienza ETF26. La sfida francese, in questo senso, non guarda solo alla barca del 2027, ma alla costruzione di una cultura tecnica più ampia, capace di alimentare il futuro della vela ad alte prestazioni.

Sul piano sportivo, l’ingresso di Philippe Presti come Sporting Director è uno dei segnali più forti della nuova ambizione. La sua esperienza in almeno sette campagne di America’s Cup, incluse le vittorie del 2010 e del 2013, porta al team una conoscenza profonda dei meccanismi tecnici, psicologici e organizzativi della competizione. Al suo fianco ci sarà Philippe Mourniac, ex campione del mondo della classe SB20, due volte vincitore del Tour de France à la Voile e veterano del circuito professionistico dei multiscafi. In una Coppa sempre più complessa, nella quale la preparazione dell’equipaggio deve dialogare con simulazione, dati, design e gestione della pressione, il coaching non è più un supporto laterale, ma una parte essenziale della macchina competitiva.

Alle spalle dei velisti opera uno staff tecnico di oltre sessanta persone, guidato da Antoine Carraz e rafforzato da figure di lunga esperienza come David Gautier, responsabile del dipartimento Electronics and Mechatronics, Benjamin Vernières, alla guida dell’ Appendage Design Department, e Owen David, responsabile dell’ Hydraulic Design. A questi si aggiungono nuovi ingressi di peso, tra cui Lucas Delcourt, Head of Performance, e Mickey Ickert, progettista velico di fama mondiale e tre volte vincitore dell’ America’s Cup. È qui che la dimensione sportiva incontra quella industriale: gli AC75 sono ormai laboratori volanti, macchine complesse nelle quali idrodinamica, aerodinamica, materiali compositi, elettronica, meccatronica e analisi della performance convergono in un unico sistema. Per essere competitivo a Napoli, La Roche-Posay Racing Team dovrà dimostrare non solo talento in acqua, ma capacità di trasformare conoscenza tecnica in velocità reale.

Il team potrà contare su un AC75 derivato da Taihoro, l’imbarcazione di Emirates Team New Zealand vincitrice dell’ America’s Cup 2024. La barca dovrebbe entrare in acqua nell’estate del 2026 a Lorient, dopo gli aggiornamenti previsti dal nuovo regolamento tecnico AC38. Questo elemento è centrale: partire da una piattaforma vincente significa accedere a una base progettuale di altissimo livello, ma non garantisce automaticamente il risultato. La vera sfida sarà adattare, comprendere, ottimizzare e far evolvere quella tecnologia secondo la cultura operativa del team francese. Nell’ America’s Cup, il vantaggio non nasce mai da un singolo fattore, ma dall’allineamento tra progetto, equipaggio, metodo, tempi di sviluppo e capacità di apprendimento.

Le parole di Quentin Delapierre descrivono bene lo spirito del gruppo: la forza del team sta nella diversità dei percorsi, nella presenza di culture veliche differenti e nella capacità di mettere insieme precisione olimpica, padronanza del foil, gestione delle situazioni estreme e navigazione su lunghe distanze. È una sintesi rara, soprattutto in una competizione nella quale la specializzazione tecnica rischia spesso di frammentare il lavoro. Delapierre insiste sull’idea di un ambiente stimolante, nel quale ogni membro contribuisce ad alzare il livello collettivo. È una visione coerente con la natura stessa della Coppa contemporanea: non vince soltanto chi ha il miglior timoniere o la migliore barca, ma chi riesce a costruire un organismo unico, capace di reagire con lucidità alla pressione.

Anche Stéphan Kandler ha sottolineato il valore simbolico e strategico dell’arrivo di La Roche-Posay come title partner, definendo il marchio in sintonia con lo spirito di rigore scientifico e cultura della performance che anima K-Challenge. Il sostegno si inserisce nel percorso avviato con il supporto del Gruppo L’Oréal dal 2023 e rafforza la costruzione della sfida verso Napoli. Ma c’è un elemento ulteriore: il team francese partecipa alla nuova fase della Coppa anche come membro fondatore della nuova governance. Questo significa che K- Challenge non si limita a preparare una campagna sportiva, ma contribuisce alla definizione del modello futuro dell’evento, in una fase in cui l’ America’s Cup cerca maggiore stabilità, continuità commerciale e capacità di attrazione globale.

A Napoli, questa ambizione troverà un palcoscenico unico. Il Golfo non sarà soltanto una cornice spettacolare, ma un campo di regata capace di esaltare o mettere in crisi le qualità dei team. La vicinanza alla costa, il rapporto con il pubblico, le condizioni del vento, il profilo del Vesuvio, la presenza di Capri e Ischia sullo sfondo contribuiranno a fare della 38ª edizione una Coppa ad altissimo impatto visivo e simbolico. Per La Roche-Posay Racing Team, il mare di Napoli sarà il luogo della verifica: qui la tradizione francese dovrà misurarsi con i defender di Emirates Team New Zealand, con l’ambizione italiana di Luna Rossa e con gli altri challenger di una competizione sempre più veloce, selettiva e tecnologica.

La forza narrativa della campagna francese sta proprio in questa trasformazione. K-Challenge entra nel ciclo di Napoli 2027 con una memoria importante, ma anche con una nuova identità; con la consapevolezza delle difficoltà, ma anche con un gruppo sportivo e tecnico costruito per cambiare scala. Il passaggio a La Roche- Posay Racing Team non cancella la storia precedente: la rende più leggibile, più contemporanea, più riconoscibile. È il segno di una sfida che vuole unire cultura velica, scienza della performance, formazione dei talenti e capacità industriale.

Quando gli AC75 si solleveranno sulle acque del Golfo, la domanda sarà inevitabile: la Francia è pronta a diventare protagonista assoluta dell’ America’s Cup? La risposta arriverà dal vento, dalle scelte progettuali, dalla freddezza degli equipaggi e dalla qualità del lavoro svolto a terra. Ma già oggi La Roche-Posay Racing Team, nato dall’evoluzione di K-Challenge, appare come una delle campagne più interessanti verso Napoli 2027: una sfida identitaria e tecnologica, costruita per dimostrare che la vela francese può non solo partecipare al mito della Coppa, ma provare finalmente a scriverne una pagina decisiva.

Martin Kerozore / La Roche-Posay Racing Team; Nicolas Touzé / La Roche-Posay Racing Team

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

condividi su: