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L’Australia torna in Coppa: il sesto sfidante porta a sette la flotta della 38ª America’s Cup

  22 Giugno 2026

Con la sfida del Royal Prince Edward Yacht Club e la nascita di Team Australia, la Louis Vuitton 38th America’s Cup allarga il campo di regata: sarà la partecipazione più numerosa dal 2007, con Napoli al centro della nuova geografia mondiale della vela ad alta tecnologia

La Louis Vuitton 38th America’s Cup di Napoli 2027 aggiunge un nuovo capitolo alla propria costruzione sportiva, simbolica e internazionale. Con l’accettazione della sfida presentata dal Royal Prince Edward Yacht Club, storico circolo di Sydney, la competizione accoglie ufficialmente il sesto challenger: Team Australia. La flotta che si presenterà nelle acque del Golfo sarà composta da sette team complessivi, includendo il defender Emirates Team New Zealand: il contingente più ampio dalla Coppa del 2007 a Valencia.

Il ritorno australiano ha un peso particolare nella memoria dell’America’s Cup. L’Australia non è un Paese qualunque nella storia del trofeo: è la nazione che nel 1983, con Australia II, interruppe il dominio ultracentenario del New York Yacht Club, aprendo una nuova era per la competizione velica più antica e prestigiosa del mondo. Non sorprende, dunque, che la nuova sfida sia stata costruita attorno a figure di forte valore sportivo e identitario. Alla guida del progetto arriva Grant Simmer, nominato Chief Executive Officer di Team Australia, già protagonista proprio della campagna vittoriosa del 1983 e da allora presenza costante nell’universo della Coppa.

Accanto a lui, il team schiera competenze di primissimo livello. Tom Slingsby, oro olimpico, campione del foiling e due volte World Sailor of the Year, entra come Head of Sailing. Glenn Ashby, tre volte vincitore dell’America’s Cup e figura di riferimento assoluto nel mondo delle barche volanti, assume il ruolo di Head of Performance & Design. È un assetto che dice molto dell’ambizione australiana: non una presenza di rappresentanza, ma un progetto tecnico e sportivo nato per misurarsi subito con l’élite della classe AC75.

La sfida sarà sostenuta da John Winning e dalla sua famiglia, già vicini alle campagne australiane nella Youth America’s Cup e nella Women’s America’s Cup di Barcellona 2024. Anche questo elemento conferma una delle linee evolutive della nuova Coppa: la connessione sempre più stretta tra i programmi giovanili, quelli femminili e i team maggiori. Per Napoli 2027, infatti, le nuove regole degli AC75 prevedono per la prima volta nella storia della competizione la presenza di almeno una velista donna in ogni equipaggio di regata, segnando un passaggio culturale oltre che tecnico.

Per Team Australia, quindi, la partecipazione alla 38ª America’s Cup non rappresenta soltanto il ritorno di una grande tradizione nazionale, ma anche l’ingresso in una fase nuova della competizione: più inclusiva, più tecnologica, più orientata alla continuità tra formazione, progettazione e performance. Le barche saranno sempre più governate da sistemi elettrici e da processi di ottimizzazione avanzata, ma la differenza continuerà a prodursi nell’equilibrio tra talento umano, strategia, controllo del volo e capacità ingegneristica.

Napoli, in questo scenario, diventa molto più di una sede ospitante. Diventa il teatro di una Coppa che si presenta con una densità agonistica ritrovata: Emirates Team New Zealand da battere, GB1 Athena Racing come Challenger of Record, Luna Rossa Prada Pirelli a rappresentare l’Italia, le campagne di Svizzera, Francia e Stati Uniti, e ora l’ingresso dell’Australia. Sette team significano più regate, più storie, più rivalità, più pubblico internazionale e una maggiore esposizione mediatica per la città.

Il sesto sfidante porta con sé una suggestione potente: l’Australia che rientra nella partita proprio in Italia, in una Coppa che per la prima volta sarà ospitata a Napoli. È un incrocio di memorie e futuro, di tradizione velica e innovazione estrema. La sfida lanciata dal Royal Prince Edward Yacht Club non amplia soltanto la lista degli iscritti: rafforza il profilo globale dell’evento e conferma che la 38ª America’s Cup si prepara a essere una delle edizioni più aperte, ambiziose e narrative degli ultimi vent’anni.

Fonte foto: mediahub.americascup.com

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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