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GB1, la sfida britannica verso Napoli

  20 Giugno 2026

Il Challenger of Record arriva alla Louis Vuitton America’s Cup 2027 con una nuova identità, nuovi capitali e un’ambizione antica: riportare il trofeo dove la sua leggenda ebbe inizio

GB1 non è soltanto il nome nuovo della sfida britannica alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup di Napoli 2027. È il segno di una rifondazione sportiva, industriale e simbolica. Dietro questa sigla essenziale si raccoglie l’eredità di Athena Racing, la squadra fondata da Sir Ben Ainslie nel 2014 dopo il trionfo conquistato con il team statunitense nella America’s Cup del 2013. Da allora, il percorso britannico è passato attraverso tre campagne decisive: la 35ª edizione alle Bermuda nel 2017, disputata con il nome Land Rover BAR; la 36ª ad Auckland, in Nuova Zelanda, nel 2021; e la 37ª a Barcellona nel 2024, dove la vela britannica ha vissuto il suo momento più alto nella storia moderna della competizione.

Proprio a Barcellona, la squadra guidata da Ainslie ha scritto una pagina destinata a restare: è stata la prima formazione britannica in sessant’anni a disputare il Match di America’s Cup, la prima in novant’anni a conquistare punti nella sfida finale e la prima in assoluto a vincere la Challenger Series. Non è bastato per strappare il trofeo a Emirates Team New Zealand, ma ha segnato una svolta psicologica e sportiva. Dopo decenni di tentativi, la Gran Bretagna è tornata a essere una potenza reale nella corsa alla coppa più antica e più sfuggente dello sport internazionale.

Per la campagna di Napoli 2027, GB1 rappresenta il Challenger of Record, la Royal Yacht Squadron Ltd, istituzione che porta con sé un peso storico unico. Con sede a Cowes, sull’ Isola di Wight, il Royal Yacht Squadron è uno dei club nautici più antichi e prestigiosi al mondo, fondato nel 1815. Fu proprio il suo ambiente aristocratico e sportivo a fare da cornice alla regata del 22 agosto 1851, quando lo yacht America superò i migliori equipaggi britannici in una gara attorno all’ Isola di Wight. Il premio era la R.Y.S. £100 Challenge Cup, acquistata dai gioiellieri della Corona R&S Garrard e donata dal Marchese di Anglesey. Quel trofeo, portato negli Stati Uniti e poi affidato nel 1857 al New York Yacht Club attraverso il celebre Deed of Gift, sarebbe diventato la America’s Cup.

È qui che la sfida di GB1 assume un valore che va oltre il risultato agonistico. Vincere a Napoli significherebbe riportare la coppa nel Paese dove tutto ebbe inizio, restituendo alla tradizione britannica un trofeo che la Gran Bretagna non è mai riuscita a riconquistare. La frase “bring the Cup home”, spesso associata alle campagne britanniche, non è dunque solo uno slogan: è una memoria storica, una ferita sportiva, una promessa mai compiuta.

La nuova fase della squadra si fonda anche su una struttura più solida. Oakley Capital, società di investimento co-fondata dal managing partner Peter Dubens, ha acquisito una quota di maggioranza nel team, garantendo risorse e stabilità a una campagna che richiede continuità tecnologica, organizzativa e finanziaria. Sir Ben Ainslie resta Team Principal, con un ruolo concentrato sulla governance, sullo sviluppo commerciale e sul supporto al programma di performance. Al suo fianco è arrivato Ian Walker, nominato CEO: due volte medaglia d’argento olimpica nelle classi 470 e Star, vincitore della Volvo Ocean Race e figura di grande esperienza nella vela d’altura e nella gestione di team ad alte prestazioni.

A n c h e l’assetto tecnico e sportivo guarda a una nuova confi gurazione. Nella sala di progettazione, Nick Holroyd ha lasciato il ruolo di Head of Design, mentre in acqua un profilo di primo piano come Dylan Fletcher MBE torna per la sua seconda campagna di America’s Cup come timoniere di GB1. La scelta conferma la volontà di costruire una squadra competitiva non solo sul piano dell’ingegneria, ma anche su quello della conduzione, della sensibilità tattica e della capacità di reggere la pressione di una competizione in cui ogni dettaglio può diventare decisivo.

Accanto alla sfida principale, resta centrale l’impegno per la crescita della prossima generazione di velisti britannici. Il programma Athena Pathway continuerà a formare atleti e atlete destinati alle competizioni di vertice, con squadre giovanili e femminili inserite nel percorso della America’s Cup. In questo quadro, Hannah Mills OBE, la velista britannica più decorata della storia olimpica femminile, torna come Team Principal del progetto femminile e guiderà nuovamente la squadra nella seconda edizione della Women’s America’s Cup. È una scelta che rafforza l’identità di GB1 come progetto di lungo periodo, non limitato alla sola corsa al trofeo, ma orientato alla costruzione di una cultura britannica stabile nell’alta performance velica.

La sfida di Napoli 2027 sarà dunque il punto d’incontro tra memoria e futuro. Da un lato, il richiamo originario del Royal Yacht Squadron, dell’ Isola di Wight e della regata del 1851; dall’altro, una squadra rinnovata, sostenuta da nuovi investitori, guidata da figure di grande esperienza e inserita in una competizione sempre più tecnologica, globale e spettacolare. GB1 arriva alla 38ª America’s Cup con il peso della storia e l’urgenza del presente. Dopo il risultato storico di Barcellona, l’obiettivo è compiere l’ultimo passo: trasformare la migliore campagna britannica di sempre nella vittoria che manca da oltre un secolo e mezzo.

A Napoli, città di mare, tecnica e passione, la leggenda della America’s Cup troverà una nuova scena. Per GB1, sarà l’occasione di misurarsi non solo con il defender neozelandese e con gli altri challenger, ma con il proprio destino sportivo. Perché se la coppa nacque idealmente nelle acque britanniche, riportarla “a casa” nel 2027 sarebbe una delle storie più potenti mai raccontate dalla vela moderna.

© GB1 America’s Cup Challenger; foto di Ian Roman; America's Cup

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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