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Alinghi, la sfida svizzera che torna a volare sul mare di Napoli

  18 Giugno 2026

Due volte vincitore dell’America’s Cup, il team nato in Svizzera e oggi in gara come Tudor Team Alinghi approda alla Louis Vuitton 38th America’s Cup del 2027 sotto il guidone della Société Nautique de Genève

Ci sono nomi che, nell’universo dell’America’s Cup, non indicano soltanto un team, ma un’idea di competizione. Alinghi è uno di questi. Evoca immediatamente storia, tecnologia, emozione, audacia imprenditoriale e capacità di rompere gli equilibri consolidati. La sua presenza alla Louis Vuitton 38th America’s Cup di Napoli, in programma nel 2027, aggiunge al racconto della Coppa un capitolo di forte intensità simbolica: quello di una squadra svizzera, nata in un Paese senza sbocco sul mare, capace di conquistare due volte il trofeo più antico e prestigioso dello sport internazionale e oggi pronta a misurarsi di nuovo con il futuro della vela.

Il team, oggi ufficialmente in gara come Tudor Team Alinghi, rappresenterà ancora una volta la Société Nautique de Genève, lo yacht club che ha legato il proprio nome a una delle stagioni più sorprendenti della storia recente dell’America’s Cup. Secondo il press kit ufficiale della 38ª edizione, Alinghi parteciperà come challenger svizzero accanto a Luna Rossa per l’Italia, GB1 per la Gran Bretagna, K-Challenge per la Francia e al defender Emirates Team New Zealand.

Fondata nel 2000 per iniziativa di Ernesto Bertarelli, Alinghi entrò rapidamente nella leggenda. Nel 2003, ad Auckland, conquistò l’America’s Cup, diventando il primo team europeo a vincere il trofeo. Quattro anni più tardi, nel 2007, difese con successo la Coppa a Valencia, consolidando il proprio status di potenza della vela moderna. Quelle vittorie non furono soltanto risultati sportivi: furono la dimostrazione che la Coppa poteva essere vinta anche da una cultura nautica non tradizionalmente oceanica, purché sostenuta da organizzazione, visione, ricerca tecnologica, talento velico e capacità manageriale.

Dopo oltre un decennio di assenza, Alinghi è tornato sulla scena dell’America’s Cup nel 2024, rivitalizzato da partnership di alto profilo e ancora sotto il guidone della Société Nautique de Genève. La campagna di Barcellona, disputata come Alinghi Red Bull Racing, è stata una prova di rientro complessa e formativa. La giovane squadra svizzera ha affrontato una curva di apprendimento ripida, ma ha saputo crescere rapidamente, arrivando fino alle semifinali della Louis Vuitton Cup. Quel risultato ha confermato la natura del progetto: non una semplice operazione di nostalgia, ma il ritorno competitivo di un team capace di apprendere, adattarsi e accelerare dentro il nuovo ecosistema tecnologico della Coppa.

La nuova identità, Tudor Team Alinghi, segna l’apertura di un ulteriore ciclo. Il nuovo main sponsor inserisce il team tra i nomi più riconoscibili e iconici della vela contemporanea, rafforzando un immaginario fondato su precisione, tempo, affidabilità e sfida. Tudor ha confermato il proprio ruolo di title partner per la 38ª America’s Cup, spiegando che il team gareggerà a Napoli sotto la bandiera della Société Nautique de Genève.

Per Napoli, la presenza di Alinghi rappresenta un elemento narrativo di grande forza. Da un lato c’è il golfo, con la sua teatralità naturale, il vento, la luce, la costa e una città che sa trasformare ogni evento sportivo in racconto collettivo. Dall’altro c’è una squadra che ha costruito la propria identità trasformando un apparente limite geografico in metodo: la Svizzera senza mare che diventa laboratorio di eccellenza nautica, la distanza dalla tradizione oceanica che si converte in rigore progettuale, la cultura della precisione che incontra l’istinto della regata.

La America’s Cup contemporanea, del resto, non è più soltanto una sfida tra barche. È un sistema complesso nel quale aerodinamica, idrodinamica, materiali compositi, simulazioni digitali, gestione dei dati, preparazione atletica e sensibilità tattica si fondono in una macchina agonistica estrema. Gli AC75, monoscafi foiling capaci di sollevarsi sull’acqua, hanno trasformato la competizione in un laboratorio d’avanguardia. L’AC75 di Alinghi, costruito in Svizzera e varato nel 2024, è stato considerato tra i progetti più radicali della flotta e sarà aggiornato alle nuove regole con foil e ali rivisti.

Questo dettaglio tecnico racconta molto della filosofia del team. Tudor Team Alinghi si presenterà alla 38ª edizione con un gruppo costruito secondo il nuovo paradigma dell’America’s Cup Partnership: meno personale, limiti di budget, maggiore efficienza organizzativa e un approccio orientato alla prestazione in ogni aspetto del programma. È una sfida nella sfida, perché impone di coniugare ambizione e sostenibilità gestionale, innovazione e disciplina, velocità progettuale e controllo delle risorse. La nuova Coppa non premierà soltanto chi saprà costruire la barca più veloce, ma chi saprà organizzare meglio il proprio ecosistema tecnico e umano.

In questo quadro, Alinghi arriva a Napoli ancora una volta con il profilo dell’outsider. Ma è un outsider particolare: possiede storia, vittorie, competenze e un’identità fortissima. Non parte da una posizione marginale, bensì da una condizione di sfida rispetto all’ordine stabilito. Dovrà misurarsi con il defender Emirates Team New Zealand, con la pressione emotiva e sportiva di Luna Rossa nel mare di casa, con il ruolo di GB1 come Challenger of Record e con l’ambizione francese di K-Challenge. Ma proprio in questo scenario ad alta intensità, il marchio Alinghi può ritrovare la propria vocazione originaria: sorprendere.

La storia del team insegna che la Coppa non appartiene necessariamente ai favoriti. Appartiene a chi riesce a interpretare prima degli altri il cambiamento. Nel 2003 Alinghi seppe leggere una fase nuova della competizione, combinando talento internazionale, metodo svizzero e visione imprenditoriale. Nel 2007 seppe difendere la propria rivoluzione. Nel 2027, a Napoli, dovrà dimostrare di poter essere ancora una forza capace di immaginare il futuro della vela prima che diventi evidente agli altri.

Dentro e fuori dall’acqua, Alinghi resta uno dei nomi che meglio sintetizzano la natura profonda dell’America’s Cup: un trofeo antico proiettato verso il futuro, una tradizione che sopravvive solo reinventandosi, una battaglia sportiva che è anche industria, ricerca, cultura e visione. A Napoli, il team svizzero porterà tutto questo: la memoria dei trionfi, l’esperienza del ritorno a Barcellona, la nuova identità costruita con Tudor, il legame con la Société Nautique de Genève e un progetto tecnico chiamato a confermare che l’audacia non è soltanto una parola da sponsor, ma una postura competitiva.

Nel 2027, quando gli AC75 torneranno a volare sull’acqua, Tudor Team Alinghi non sarà soltanto uno dei challenger della Coppa. Sarà il ritorno di una leggenda che ha già dimostrato di poter cambiare la storia. E nel mare di Napoli, dove ogni regata promette di diventare spettacolo, il team svizzero cercherà ancora una volta di fare ciò che gli riesce meglio: sfidare l’ordine stabilito e puntare al premio più ambito della vela mondiale.

foto di Ian Roman America's Cup

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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