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Napoli sfida il mondo: l’America’s Cup come rotta del futuro

  03 Giugno 2026

Il sindaco Gaetano Manfredi racconta la grande occasione che può trasformare il prestigioso evento velico in una nuova stagione di rigenerazione urbana, mobilità, turismo e reputazione internazionale

di Francesco Bellofatto

Napoli si prepara a salire sul palcoscenico globale. L’America’s Cup 2027 non sarà soltanto una straordinaria competizione sportiva, ma una prova di maturità urbana, organizzativa e internazionale per una città che negli ultimi anni ha scelto di misurarsi con ambizioni sempre più alte. Il Golfo diventerà scenario naturale di una sfida seguita in tutto il mondo; il Lungomare Caracciolo sarà la grande tribuna popolare delle regate; Bagnoli e Coroglio, a lungo simboli di attese mancate, potranno trasformarsi nel cuore di una rigenerazione destinata a lasciare un’eredità ben oltre l’evento.

Per il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, l’America’s Cup rappresenta insieme un orgoglio e una responsabilità: l’occasione per mostrare una Napoli moderna, competitiva, accogliente, capace di superare definitivamente i vecchi cliché e di affermarsi tra le grandi destinazioni urbane e culturali del mondo. Ma anche un acceleratore concreto di processi già avviati: il recupero del rapporto con il mare, il rilancio dell’area occidentale, il potenziamento della mobilità, la costruzione di una visione metropolitana che colleghi Napoli, Pozzuoli, i Campi Flegrei, Sorrento e le isole.

In questa intervista, Manfredi traccia il significato strategico dell’evento, gli interventi in corso, le ricadute economiche e simboliche attese, e soprattutto la legacy che l’America’s Cup potrà consegnare alla città: non solo giorni di sport e spettacolo, ma una nuova immagine internazionale di Napoli, fondata su bellezza, competenza, partecipazione e futuro.

Sindaco Manfredi, che cosa significa per Napoli ospitare l’America’s Cup?

L’America’s Cup 2027 è un evento di portata internazionale, pari a Mondiali di calcio e Olimpiadi, quindi un grande orgoglio per Napoli oltre che una responsabilità. Ha poi innescato un’accelerazione dei processi di rigenerazione urbana già avviati e ha contribuito a rafforzare il ruolo che la nostra città riveste a livello globale. Confrontandoci con uno degli eventi sportivi più prestigiosi al mondo avremo modo di dimostrare la nostra capacità organizzativa e di gestione di eventi di portata mondiale, mostrandoci perfettamente all’altezza della grande responsabilità che il ruolo di Host City comporta.

Come si sta preparando Napoli a un appuntamento che porterà la città sotto gli occhi del mondo?

Stiamo intervenendo nell’area di Bagnoli, dove si insedieranno le basi dei team in gara ma anche su quello che sarà il palco naturale da cui assistere alle regate, il Lungomare Caracciolo, che diventerà la “tribuna” dell’America’s Cup, dove appassionati, tifosi e intere famiglie potranno assistere alle gare. Ovviamente ci si sta preparando anche sul fronte dell’accoglienza, alla luce di una previsione di flussi di visitatori in aumento in vista di questo grande evento sportivo.

L’America’s Cup rappresenta il primo passo per il rilancio di Bagnoli e di Coroglio: quale futuro immagina per l’intera area occidentale di Napoli?

L’area di Bagnoli è stata per troppi anni vituperata, lasciando che uno dei quartieri più caratteristici della nostra città venisse inghiottito dalle macerie che la sua storia degli ultimi trenta anni ha lasciato sul territorio. Era necessario dunque agire e riconsegnare all’area la sua principale risorsa, il mare. I lavori previsti dal cronoprogramma per la rigenerazione dell’area, che, come noto, nasce da una solida collaborazione interistituzionale, procedono spediti. Quella che si realizzerà a Bagnoli sarà una rigenerazione urbana a tutto tondo, che, indipendentemente e oltre l’evento dell’America’s Cup, lascerà al territorio una preziosa eredità, la riscoperta della sua vera vocazione nella risorsa mare.

Il litorale può diventare una nuova cerniera metropolitana, capace di saldare Napoli con Pozzuoli e con l’area flegrea attraverso mare, mobilità, paesaggio, turismo, sport e cultura?

Il mare è il nostro principale elemento di connessione, è lo spazio che collega l’intera costa, dal versante occidentale a quello orientale. Tutta l’area flegrea può e deve sicuramente essere inserita in un unico progetto che punti a implementare la mobilità attraverso il mare e che consenta quindi spostamenti più agevoli per cittadini e turisti, sia lungo tutto il litorale che da e verso le isole. Una mobilità più snella comporta quindi una maggiore facilità di spostamenti, a tutto beneficio delle proposte culturali che l’intera area flegrea è in grado di offrire.

Che ruolo avrà la Città Metropolitana in questa visione?

I grandi eventi producono impatto sul territorio se durano nel tempo e sono diffusi. Sin dall’inizio abbiamo pensato che per un anno intero non sarà protagonista solo la Città di Napoli ma anche la sua area metropolitana, dalla zona flegrea fino a Sorrento comprese le isole.

Quali interventi sono previsti sulla mobilità?

Per l’area prevediamo il potenziamento delle linee Cumana e Circumflegrea e il completamento della Linea 7 tra Napoli e Pozzuoli. Il mare come elemento di interconnessione attraverso il rilancio dei collegamenti marittimi tra Napoli, Pozzuoli, Baia e le isole, per un turismo non solo stagionale ma anche per la mobilità quotidiana.

Quale immagine Napoli vuole trasmettere al mondo attraverso l’America’s Cup?

Napoli si è ormai affrancata dal cliché del folklore come principale elemento caratterizzante. La città ha dimostrato di poter essere molto di più, di essere moderna e competitiva, evoluta e ambiziosa, dalla grande capacità organizzativa e fortemente attrattiva di eventi internazionali. E così sarà anche in occasione dell’America’s Cup, durante la quale avremo modo di mostrare al mondo la bellezza che la natura ha donato al nostro Golfo, l’arte dei nostri siti storici, iconici e rappresentativi e il calore dei nostri cittadini. La partecipazione dei napoletani, sempre così sentita e composta, insieme ad una sempre più evidente consapevolezza di vivere in una città in costante crescita, sarà il vero valore aggiunto della grande manifestazione sportiva che ci apprestiamo a celebrare.

Quali potranno essere le ricadute immediate e quelle di lungo periodo di questo grande evento?

L’indotto che genera l’organizzazione di un evento di questo tipo è senza dubbio enorme, impattando positivamente sull’economia della città. Si aggiunga poi il “peso” dei flussi turistici in aumento, il bilancio, da un punto di vista economico, non può essere che rassicurante. L’analisi del breve periodo ci porta dunque a considerare principalmente questi aspetti. La legacy che invece questo evento lascia sul territorio riguarda soprattutto il rafforzamento della reputazione internazionale di Napoli come città in grado di pianificare, accogliere e gestire eventi di rilievo, consolidando così il proprio posizionamento nel panorama delle grandi destinazioni urbane e culturali.

foto di Ian Roman America's Cup; foto di Ian Roman; America's Cup; foto di C. Gregory / GB1

Puoi trovare l’articolo sulla rivista dodicimagazine su : https://www.yumpu.com/it/ArchitestoSrl

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