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Napoli è cultura

  27 Novembre 2020

 

Da “Approdi” a “Passaggi”, la terza edizione post-covid di Napoli Città Libro, il Salone del libro e dell’editoria

 

L’idea di tornare a respirare un’aria normale, senza che il Covid-19 si intrufoli dentro di noi, è ancora lontana. I progetti, gli eventi, i disegni datati 2020 sorbiscono le conseguenze di questo male inaspettato; mentre la volontà di imparare a convivere con esso, e la capacità di sapersi adattare al nuovo stile di vita si fanno sempre più forti.

Napoli Città LibroIl salone del libro e dell’editoria personifica a pieno il concetto. Infatti, slittano nel mese di ottobre, da venerdì 23 a domenica 25, le date della terza edizione inizialmente previste dal 2 al 5 aprile.

La manifestazione si terrà all’aperto in piazza del Plebiscito, la quale ospiterà un limitato numero di espositori per evitare assembramenti. Le presentazioni, gli spettacoli e gli incontri culturali – che raggiungeranno addirittura il versante della musica e del teatro – verranno accolti da un truck di notevoli dimensioni, caratterizzato da un palchetto e da sedute distanziate.

Al termine dei tre giorni, inoltre, lo stesso autocarro riordinerà nel proprio ventre ogni espressione artistica mostrata, per poter viaggiare in Campania e, dunque, trasportare la kermesse nelle province, rispettando, così, le norme cautelari.

Uno scenario ben diverso da quello prospettato nei mesi precedenti, dove la manifestazione doveva essere ospitata all’interno della meravigliosa scenografia del Centro congressi della Stazione marittima. Il padrino avrebbe dovuto essere Luis Sepulveda, scrittore cileno, che avrebbe dovuto aprire il sipario tenendo un discorso sull’immenso valore della lettura e sul giovamento degli scambi culturali; ma del cui onore non sarà più possibile beneficiare a causa della sua morte avvenuta l’11 aprile, per mano dello stesso coronavirus.

Il tema dell’evento è “Passaggi”, che invita al “moto per luogo”, indicando lo scorrere persistente dei pensieri, gli avvenimenti e i traguardi, basi della vita personale e collettiva.

La kermesse è realizzata dall’Associazione Liber@rte, madre dell’evento nato nel maggio 2018 con la prima edizione in cui si contava più di venti mila ingressi, grazie a un’idea di Alessandro Polidoro, Diego Guida, Rosario Bianchi. Editori che puntavano a riportare nella suggestiva città partenopea un Salone del Libro come quello di Torino, in cui i lettori potessero incontrare e confrontarsi con i professionisti dell’editoria e non solo, arricchendo in modo singolare il loro bagaglio culturale.

“Siamo partiti dalla consapevolezza di un’esigenza: riportare Napoli al centro del dibattito sulla cultura. Vogliamo riaccendere la passione per la lettura dei cittadini; avvicinare i giovani a un mondo che sembra ormai così lontano da loro dandogli l’opportunità di tenere tra le mani un libro, di sentirne il peso, il profumo e di apprezzarne le parole. Napoli diventa il punto d’incontro e di confronto tra autori, editori e lettori.”

Recita la Mission dell’Associazione, a cui segue la Vision:

“Il Mezzogiorno deve avere il suo spazio al centro della scena culturale italiana. Da troppi anni il meridione è stato relegato a un ruolo di secondo piano, non valorizzando l’incredibile patrimonio culturale che possiede. In questa direzione va anche il progetto della Rete dei festival del sud, che mira a connettere tutte le realtà fieristiche del settore letterario del sud Italia, al fine di intensificare la presenza di eventi di questo genere sul territorio.”

Realizzata, inoltre, dall’Associazione Guida alla cultura, Associazione Giri di parole, con il sostegno della Regione Campania, e promossa in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura, la fiera avanza verso una sorta di transizione in cui il progresso e la condivisione vogliono lasciarsi alle spalle i momenti angoscianti vissuti durante la quarantena.

Come sponsor, invece, ci saranno la Camera di commercio, la Regione, e come media partner La Repubblica e Rai.

di Nunzia Caricchio

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