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UNIVERSIADI NAPOLI 2019: IL SOGNO DIVENTA REALTA’

  08 Novembre 2017
Universiadi 2019: l'intervista a Raimondo Pasquino, Presidente dell'ARU

NAPOLI 2019: L’UNIVERSIADI DEL MEDITERRANEO

Universiadi: Raimondo Pasquino, Presidente dell’ARU, “così città e regione si preparano all’appuntamento”

A breve distanza dalla XXIX edizione di Taipei 2017, Dodici intervista il Professor Raimondo Pasquino, Presidente dell’ARU (Agenzia Regionale Universiadi), già Rettore dell’Università di Fisciano (SA) e poi presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

La XXX Universiade di Napoli 2019 è praticamente alle porte, in una città che vanta dal 1224 una delle più antiche e prestigiose Università del mondo, la “Federico II”. Cosa si appresta ad ospitarle?

Napoli si prepara ad affrontare l’importante impegno organizzativo dell’evento sportivo secondo solo ai Giochi Olimpici. Atleti, tecnici, dirigenti, delegazioni, spettatori e non solo che dovranno essere accolti per le gare, senza trascurare sicurezza, trasporti, alimentazione, broadcasting, antidoping e così via; attualmente siamo nella fase della strutturazione dei soggetti organizzativi, poi da settembre poi saranno le città, i quartieri, le scuole, le associazioni e tutti coloro che vorranno essere nostri interlocutori.

Quinta edizione estiva – undicesima contando anche le invernali – ospitata dall’Italia che ora approda a Napoli. Come si è convinta la commissione mondiale FISU per questa assegnazione?

L’Italia e le Universiadi sono legate sin dalla prima edizione, quando prossimi alle Olimpiadi di Roma 1960 si ospitò a Torino la prima edizione grazie a Primo Nebiolo (ndr. presidente in ordine del CUS Torino, della FIDAL e della IAAF). Fiducia ottenuta grazie alla maturità organizzativa riconosciuta al Paese e ad un pizzico di azzardo, visto che rispetto ai 5 anni medi di pre-assegnazione, Napoli è stata designata con soli 3anni di preavviso dopo la rinuncia di Brasilia: fondamentale il supporto di due importanti organi universitari come il CUSI (presieduto dall’avvocato salernitano Lorenzo Lentini) e la CRUI (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, guidata dal professor Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II), assieme al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ed alla disponibilità del Sindaco Luigi De Magistris.

Quale cooperazione sta nascendo tra i vari organi istituzionali, sportivi e non?

Il CONI ed il Presidente Sergio Roncelli sono parte attiva della macchina organizzativa, sia sul piano locale che nazionale ed internazionale, in particolare grazie all’ingente supporto tecnico. Poi, dopo l’occasione svanita di Roma 2024, sull’onda delle parole del Sindaco De Magistris, ribadite poi da Matteo Renzi, il Sud ha preso consapevolezza di poter seguire Parigi e Los Angeles, così Napoli 2019 ed un sogno olimpico per il 2032 hanno generato un percorso condiviso e funzionale.

A luglio il passaggio della fiaccola per Napoli e Salerno in direzione di Taipei, dalla quale poi si raccoglierà nuovamente il testimone. Napoli è presente alla XXIX edizione?

Il nostro LOC è stato a Taipei accompagnato dallo staff del Teatro di San Carlo, protagonista dello spettacolo di chiusura; siamo andati a raccogliere il testimone e ad acquisire spunti sul lavoro organizzativo svolto da questo popolo che tanto desidera dimostrare le proprie capacità.

Parliamo di numeri: quanti atleti e quante nazioni troveranno in Campania la propria sede di gara?

Le statistiche attuali parlano di almeno 12 discipline sportive, con circa 170 nazioni, 10.000 atleti e 40.000 presenze, cui si aggiungerà la mole dei “turisti sportivi” della manifestazione. Numeri non irrisori.

Napoli 2019 quale linfa per l’impiantistica sportiva: dopo 30 anni dai mondiali di calcio del 1990, quali e quanti saranno gli interventi?

L’intervento sarà su impianti importanti da riqualificare in sinergia con istituzioni e federazioni. I principali interventi saranno sullo Stadio San Paolo che accrescerà la propria quotidiana vocazione pluridisciplinare, sulla Piscina Scandone che incrementerà la propria capacità d’accoglienza e sul Palazzetto dello Sport di Ponticelli con tutte le sue grandi potenzialità, ma ci saranno strutture coinvolte in tutte le province, sognando di poter utilizzare anche grandi patrimoni culturali della Regione, come ad esempio la Reggia di Caserta per la finale del Tiro con l’Arco.

> di Carlo Cantales

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