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NAPOLI TEATRO FESTIVAL: IL PALCOSCENICO È APERTO

  06 Luglio 2017

Il Direttore Artistico Ruggero Cappuccio: Allarghiamo lo spettacolo a nuove fasce di utenti

 

Attuale Direttore Artistico del “Napoli Teatro Festival Italia”, Ruggero Cappuccio ha messo in campo un programma di grandi possibilità ed aperture colorando, quella che nasce come una manifestazione eminentemente teatrale, con un arcobaleno di altre sezioni ed espandendola, con alcuni spettacoli, anche a Benevento e Salerno.

La manifestazione che apre il 5 giugno con il concerto di Franco Battiato, a piazza del Plebiscito, “Luce del sud”, e termina il 10 luglio si articola in queste sezioni: spettacoli italiani, spettacoli internazionali, osservatorio, laboratori, musica, sportopera, letteratura (la rassegna “Io e tu” a cura di Silvio Perrella), cinema, danza, mostre, progetti speciali, ospitando compagnie di teatro e danza italiane e straniere, rilevanti personaggi del mondo teatrale internazionale: Eimuntas Nekrosius e Peter Brooke (nella sezione laboratori), Jan Fabre, Angelica Liddell, poeti come Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Franco Arminio, Vanda Marasco, Bruno Galluccio. Uno sguardo attento alle produzioni teatrali napoletane, tra cui vi sono spettacoli di: Angela Pagano, Enzo Moscato, Antonio Capuano, Maurizio De Giovanni, Licia Maglietta, Giuseppe Sollazzo, Pino Carbone, Brunello Leone, Mario Gelardi, Paolo Coletta, Antonella Stefanucci ed altri. Ancora nomi del teatro italiano come Ascanio Celestini, Fabrizio Gifuni, Laura Curino, Luca Zingaretti, Alfonso Santagata, Roberto Andò, Rocco Papaleo, Luca Barbareschi ed altri.

Un programma sensibile, variegato e di grande interesse culturale pensato da un artista a 360° come Ruggero Cappuccio che è drammaturgo, regista, attore, scrittore; un artista multiforme, dunque, rigoroso, con una sensibilità di pregio e una affabulazione di rara intensità.

Ruggero Cappuccio dopo una militanza di critico teatrale, esordisce come autore nel 1993 con la piéce “Delirio Marginale” che gli vale quello stesso anno il Premio IDI autori nuovi, successivamente mette in scena un’altra sua piéce “Shakespea Re di Napoli”che registra un successo in tutt’Italia e con la quale vince il Premio Speciale Drammaturgia Europea nel 1994, da allora coltiva una lunga serie di soddisfazioni artistiche, nel 1999 cura la regia dell’Opera lirica diretta da Riccardo Muti “Nina pazza per amore”, cura per il Teatro di Roma, diretto da Ronconi, la riscrittura e la regia del “Tieste” di Seneca, scrive e mette in scena l’importante piece “Paolo Borsellino, essendo stato” e tanto altro.

Sul versante della scrittura scrive il romanzo “La notte dei due silenzi” (Sellerio) che è finalista, nel 2008, alla 62° edizione del Premio Strega, con il romanzo “Fuoco su Napoli” (Feltrinelli), vince nel 2011 il Premio Napoli, il recente romanzo “La prima luce di Neruda” (Feltrinelli), ha riscontrato un ottimo successo di critica e pubblico.

Scrittore, drammaturgo, regista, attore, ora Direttore del Napoli Teatro Festival. C’è un tempo per ognuna di queste attività o una preferenza?

“Sono attività che stanno in una vita come le diverse materie sono in uno studio di un pittore: acquarelli, colori a olio, creta – se il pittore è anche scultore – tele, pennelli di vario genere. Bisogna essere molto lucidi e creare precedenze organizzative ma sono tutte attività molto collegate. Come direttore del Napoli Teatro Festival, ad esempio, aiuto gli altri a fare  teatro e ciò aiuta anche il mio teatro.  La condivisione è elemento fondamentale per l’esistenza di un buon teatro fatto dagli altri e, naturalmente, è importante per se stessi.

I suoi romanzi sono intimisti ma nello stesso tempo avvolgenti, affascinanti. Nell’ultimo: “La prima luce di Neruda” – bellissimo – da dove è nata l’ispirazione?

“Il desiderio di parlare di Neruda è scaturito dal fatto che viviamo in un’epoca in cui l’amore, la passione esistono ma spesso non sono collegati all’etica.  Un uomo come Pablo Neruda riassume in sé tutti gli aspetti collegati alla bellezza dell’arte e al desiderio di lottare per i diritti dell’umanità. La storia d’amore tra Neruda e Matilde Urrutia è un paradigma interiore di grande bellezza, che ci spiega molte cose sulle relazioni amorose. Li si capisce che generalmente si confonde il concetto di bene con quello di possesso. Ogni volta che ci troviamo in un amore siamo di fronte a due strade, una è quella di possedere e l’altra è quella del conoscere. La prima conduce ad una illusione (non possediamo nulla nemmeno noi stessi se non in qualche raro momento), quella del conoscere implica un grande coraggio. Occorre coraggio per conoscere un’altra persona, e per farlo bisogna che questa persona viva in estrema libertà. Solo così, per rincorrere la libertà di una persona, bisogna abdicare al sentimento del possesso”.

Il Napoli Teatro Festival, è evento importante e non sempre facile da gestire. Come vive questa esperienza e la ripeterà?

“È una esperienza che vivo con responsabilità civile ed etica, e che sia una responsabilità civile ed etica, al di là delle parole, è testimoniato dal costo del biglietto. Portare il costo del biglietto da 34 a 8 euro, consentire l’ingresso ai giovani fino ai 30 anni al costo di 5 euro, garantire l’ingresso ai pensionati, con pensioni minime, in maniera gratuita, garantire ai diversamente abili e ai loro accompagnatori l’ingresso gratuito, spiega meglio di molte parole la responsabilità. Sul ripetere l’esperienza non mi pongo troppe domande, ho firmato per 4 anni e lo farò fino a quando reputerò la mia presenza utile e costruttiva.”

> di DELIA MOREA

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