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Napoli, bicchiere mezzo pieno o… mezzo vuoto?

  19 Giugno 2016

Non inganni il titolo: l’esito della stagione calcistica del Napoli deve ritenersi positivo, in ragione dei risultati (vedi record) raggiunti dalla compagine guidata da Maurizio Sarri, condottiero in tuta.

Diciamoci la verità: quanti, addetti ai lavori e non, al momento del suo ingaggio, hanno storto la bocca, ritenendolo inadeguato (per il suo presunto provincialismo), specie come sostituto del precedente trainer, la cui caratura internazionale era (ed è) certificata da un palmares decisamente ricco? Ecco, proprio la sua capacità d’incidere così fortemente nella testa di tutti gli interpreti scesi in campo, ha realizzato un successo certificato da numeri inconfutabili.

è vero – si è detto dai più – che la stagione si è conclusa, contrariamente a quelle precedenti, senza un trofeo da esporre in bacheca, ma la cifra tecnica espressa dall’undici messo in campo dall’ex bancario di Figline Valdarno, manifestata attraverso un gioco unanimemente riconosciuto come il più esaltante d’Italia, è stata talmente elevata che “Parigi val bene una messa”. Si è anche a lungo disquisito sul suo eccessivo integralismo, sul suo essere monotematico, sulla sua (presunta) incapacità d’incidere in corso di gara, proponendo sempre gli stessi interpreti (i famosi “titolarissimi”, di Mazzarriana memoria), così come il medesimo modulo tattico (l’inossidabile 4-3-3), proposto nelle prime gare di campionato, che portò un risicato punticino ed una valanga di critiche, accompagnate dalla concreta possibilità – secondo i media – di un avvicendamento inevitabile sulla panchina. Anche in quel frangente la lungimiranza del patron De Laurentis è stata vincente, non cedendo alle lusinghe provenienti da ogni dove, rinsaldandone piuttosto la permanenza alla guida della squadra. Proprio questa rinnovata fiducia ha poi prodotto una serie di risultati incredibili, in termini di record mai raggiunti, fra i quali: 82 punti conquistati, 106 gol, venticinque vittorie e solo 32 reti subite, per tacere del più rilucente, come quello conquistato dal Pipita Higuain, con le sue 36 segnature (con una media superiore ad 1 a partita), che hanno sancito – dopo oltre 50 anni – l’abbattimento dello storico traguardo delle 35 reti segnate nello stesso campionato dal milanista Nordahl.

E cosa dire dell’incredibile festa tributata a tutta la squadra al termine dell’ultimo match, disputato nel catino di uno strapieno San Paolo, contro il già retrocesso Frosinone dell’ex Stellone?

Ecco, in questa circostanza si è compreso che il bicchiere doveva ritenersi “mezzo pieno”, posto che alla fine del girone di andata gli azzurri risultavano al 1° posto (inducendo la tifoseria a pregustare la conquista del 3° titolo nazionale). Altrettanto incontestabile è la marcia (trionfale) della Juventus, con la sequenza di 25 vittorie in 24 gare, che ha sancito un divario oggettivamente incolmabile, ma immediatamente dopo c’è il colore azzurro del Napoli, con la conquista della piazza d’onore (e relativa acquisizione del diritto alla partecipazione diretta alla Champions League), in barba alla rincorsa (non riuscita) della Roma, per tacere dei risultati più che deludenti registrate da altre piazze tradizionalmente forti e potenti, quali le milanesi.

Ecco, registrati questi successi, ora spetta ad Aurelio De Laurentis blindare il molto di buono fin qui fatto, non solo confermando il già confermato Sarri, ma puntellando la squadra con 4-5 elementi di sicura caratura (un portiere di riserva affidabile, un paio di centrocampisti dai piedi educati, capaci di far rifiatare Hamsik ed Allan ed una punta), allo scopo di provare ad alzare l’asticella, puntando il tricolore 2016/2017. Auguri.

> di Antonio Di Luna

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