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Marconi: una rete di porti turistici per la nautica mediterranea

  02 Novembre 2018

Intervista con Renato Marconi, Presidente di Marinedi, gruppo leader nel diportismo

Con oltre 11 marina attivi ed altre 5 iniziative in pipeline, il Gruppo Marinedì ha superato il traguardo dei 5000 posti barca per raggiungere entro l’anno l’obiettivo dei 12.000, consolidando la sua posizione tra i network più attivi nel Mediterraneo. L’assegnazione della concessione di Trapani con il suo cantiere navale segna un ulteriore passo in avanti nel profittevole mercato del refitting per maxiyacht con il quale potrà completare i servizi offerti ad un segmento in forte crescita.

“Il nostro Gruppo – sottolinea il presidente Renato Marconi – nasce nel 2013 dalla fusione di due società focalizzate nel settore della nautica da diporto e del turismo nautico: la Marinedi SpA, nata nel 2009 da uno spin off di Acquatecno, tra le maggiori società di ingegneria marittima attive in Italia, e Mare 2 SpA, nata nel 2013 dallo spin off di Italia Navigando, società del Gruppo Invitalia cui era stato affidato il compito di creare una rete portuale turistica sul modello della Croazia. Abbiamo saputo anticipare e sfruttare la ripresa del mercato nautico offrendo qualità e servizi al livello dei più alti standard internazionali, intercettando così anche la clientela estera. I marina della rete Marinedi registrano un +55% su transiti e +18% del fatturato complessivo da ormeggi”.

Quali sono i valori aggiunti del network MARINEDI?

Le previsioni che facciamo derivano dall’efficacia di una gestione virtuosa che riguarda tutti i marina della Rete e la grande professionalità del management che oggi rappresenta una delle risorse più importanti insieme alla qualità del personale in banchina. Un altro valore è la scelta dei suoi marina fatta sempre in modo funzionale alla fruibilità e all’integrazione nel sistema di infrastrutture e trasporti che sono elementi fondamentali nell’offerta dei servizi. I porti di Marinedi devono poter essere facilmente raggiungibili con ogni mezzo dall’Italia e dall’estero, permettendo un accesso facile e veloce anche perché uno degli obiettivi di Marinedi è la destagionalizzazione ovvero offrire tutti i servizi di accoglienza, oltre allo stazionamento, in grande sicurezza e comfort durante tutto l’anno. Per questo si sta lavorando per migliorare l’efficienza e l’ampiezza dei servizi affermando quella cultura della qualità che fin dall’inizio ha caratterizzato la sua Rete.

Secondo lei quali ostacoli vanno superati per lo sviluppo del settore?

Il turismo nautico sta ritrovando la sua strada. I cantieri più importanti e quelli meglio organizzati hanno all’attivo ordini per nuovi mercati; il turismo straniero sta tornando nei nostri porti grazie ad un’adeguata offerta di servizi proporzionata ai costi; la riduzione delle imposte sui contratti a breve termine è un altro grande incentivo; la ripresa dei leasing (+40%) è un segno che c’è una voglia di mare e di svago che è legato culturalmente al nostro Paese. Guardo anche con interesse alla creazione delle Zone Economicamente Speciali perché possono essere un ulteriore impulso al mercato del turismo nautico.

In che modo la nautica da diporto può contribuire allo sviluppo delle località costiere?

Il mercato della nautica da diporto e il turismo nautico convergono sempre di più in un’area comune che si chiama “charter”, che si sta sviluppando in modo esponenziale anche grazie alla straordinaria facilità di organizzare vacanze in barca attraverso internet. L’acquisizione del colosso Master Yachting da parte di Sailogy fa capire che anche il mondo del charter sta rapidamente trasformandosi in un sistema integrato e organizzato. Bisogna essere pronti a comprenderne l’importanza e le aspettative. Per questo Marinedi pone grande attenzione anche al settore del “refit and repair” perché la richiesta di servizi cresce con la necessità di mantenere in piena efficienza le imbarcazioni in qualunque parte della nostra costa si trovino.

Come MARINEDI state ampliando la rete anche all’estero e sempre più diportisti stranieri scelgono i vostri approdi: possiamo parlare di sistema mediterraneo?

La nostra ambizione è quella di diventare un player a livello internazionale. Considerando che il 70% circa del turismo nautico si concentra nel Mediterraneo, abbiamo una straordinaria opportunità di diventare una delle principali reti di marina a livello internazionale. Abbiamo iniziato con la marina di Bizerte in Tunisia e siamo interessati a valutare altre opportunità in Croazia e Spagna.

>di Francesco Bellofatto

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