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Casa a energia zero, inaugurazione a Benevento

  16 Gennaio 2018

Settantuno metri quadri, tecnologia a pannelli X-Lam con isolamento in fibra di legno, climatizzazione con un’unità in pompa di calore che copre le esigenze di riscaldamento, raffreddamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione meccanica con recupero termodinamico e filtrazione elettronica. E ancora: un campo geotermico con sonde orizzontali poste a circa 2 metri di profondità per pretrattare l’aria di immissione o operare in free-cooling e avanzate tecnologie domotiche per il monitoraggio delle prestazioni energetiche e ambientali. Sono le caratteristiche di nZEB (nearly Zero Energy Building), l’edificio sperimentale ad energia quasi zero in clima mediterraneo inaugurato a Benevento, in un’area di proprietà dall’Università del Sannio.

Si tratta di uno dei primi test del genere in Italia meridionale, che consentirà di mettere a sistema innovative metodologie progettuali, costruttive e impiantistiche.

L’nZEB nasce come intervento dimostratore in scala reale del progetto di ricerca Smart Case, attuato dal Distretto tecnologico STRESS sotto il coordinamento scientifico del prof. Giuseppe Peter Vanoli del Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Sannio.

L’edificio dimostratore costruito a Benevento, oltre ad essere una testimonianza dei risultati del progetto, costituisce un asset significativo che Stress lascia sul territorio campano, e che potrà essere utilizzato come volano per ulteriori progetti di ricerca in tema di efficienza energetica in edilizia in climi mediterranei.

L’edificio sperimentale nZEB fornisce risposte innovative alle mutate condizioni contemporanee dell’abitare sul piano dell’architettura, della tecnologia, degli impianti, degli ambienti. Si basa su strategie progettuali orientate alla sostenibilità, alla riduzione dei consumi energetici, all’ottimizzazione del sistema involucro-impianti.

Nella progettazione dell’nZEB è stata posta particolare attenzione al suo funzionamento passivo, ovvero alla sua capacità di garantire condizioni di comfort termico e igrometrico degli occupanti anche in assenza di impianti di condizionamento attivi.

Non solo ecosostenibile: nZeb è anche intelligente. L’edificio è, infatti, completamente monitorato attraverso le più avanzate tecnologie domotiche con l’obiettivo sia di fornire agli occupanti strumenti per la fruizione ottimale degli ambienti, sia di configurare un Living Lab per il monitoraggio dettagliato delle prestazioni energetiche e ambientali. Il cuore del sistema è un hub connesso ad internet, controllabile da remoto via web o mediante una applicazione per smartphone con cui è possibile aprire e chiudere serrature e serramenti, comandare spegnimento ed accensione di luci e prese elettriche, controllare sensori di temperatura, umidità e sensori anti-allagamento, gestire l’impianto di climatizzazione e di illuminazione in funzione delle condizioni climatiche esterne e delle previsioni meteo.

“Stress ha dimostrato che è possibile lasciare al territorio oggetti concreti come risultati dei progetti di ricerca industriale finanziati con i fondi strutturali europei – sottolinea Ennio Rubino, Presidente del Distretto STRESS -. L’utilizzo di questo edificio, a tutti gli effetti definibile come “living lab” sarà regolato da un accordo con UniSannio. Il progetto è stato realizzato con il Dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e le imprese socie quali Graded, ETT, Rina Consulting, Sea Costruzioni e TME”.

Recentemente Stress è stata citata come best practice nazionale sul tema dell’edilizia sostenibile nel rapporto GreenItaly 2017, redatto dalla Fondazione Symbola, che rappresenta un punto di riferimento sulla green economy italiana.

“Siamo soddisfatti di aver dato il nostro contributo alla realizzazione di quello che diventerà un laboratorio permanente per testare le tecnologie più avanzate in materia di sostenibilità degli edifici – dice Vito Grassi, amministratore unico di Graded e vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli – . ‘Nzeb rappresenta la dimostrazione pratica del fatto che la crescita del nostro tessuto produttivo passa necessariamente attraverso una collaborazione sempre più stretta tra imprese, sistema universitario e mondo della ricerca. Proprio con l’obiettivo di mettere in connessione imprese e mondo accademico, stiamo promuovendo l’attivazione dei “Digital Innovation Hub” previsti dal Piano Industria 4.0, organismi che hanno l’obiettivo di avvicinare la domanda e l’offerta di innovazione, promuovere iniziative e offrire servizi finalizzati alla trasformazione digitale delle imprese, al trasferimento tecnologico, alla innovazione e alla ricerca, all’inserimento in organico dei nuovi profili professionali”.

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